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Introduzione
Critica
Webografia

Albert Hammond Jr.

di Antonio Puglia
  • Cartoon Music for Superheroes
  • In Transit
  • Everyone Gets a Star
  • Bright Young Thing
  • Blue Skies
  • Back To The 101
  • Call An Ambulance
  • Scared
  • Holiday
  • Hard to Live (In the City)

Yours To Keep (Rough Trade / Self, 13 ottobre 2006)

di Antonio Puglia

Anche gli Strokes hanno il loro George Harrison. Albert Hammond Jr. ha aspettato – più o meno – nell’ombra per cinque anni prima di uscire allo scoperto, salvo conquistarsi di tanto in tanto qualche spazio lasciatogli dal solista “ufficiale” Nick Valensi (se prestate orecchio a certe dinamiche in First Impression On Earth si sente il suo zampino) e alcuni crediti come co-autore.

E invece l’amico d’infanzia di Julian Casablancas le canzoni sa scriverle da solo: Yours To Keep dimostra proprio questo, ovvero quanto nell’alchimia del gruppo newyorkese il cosiddetto “secondo chitarrista” abbia peso e personalità; ci credono anche Geoff Travis della solita Rough Trade, e amici come Ben Kweller e Sean Lennon, che tra gli altri hanno suonicchiato qua e là.

Certo, alla lunga Albert non si allontana dal seminato, complice anche qualche comparsata di Casablancas al basso: In Transit e il potenziale singolone Back To The 101 puzzano di Strokes lontano un miglio, così come Everyone Gets A Star e Hard To Live In The City. La scrittura comunque regge, soprattutto sulle melodie, ed è inoltre innegabile che c’è una sensibilità propria, che – e qui sta il bello - viene fuori proprio negli episodi migliori, come l’inizio di Cartoon Music for Superheroes (tra Sunday Morning, Beck e certe strenne natalizie Mercury Rev), o i momenti più vicini al folk (la semi acustica Bright Young Thing e Blue Skies, quasi un Lennon via Noel Gallagher), o ancora lo svilupparsi beatlesiano di certe melodie (sentite un po’ l’inciso di Scared). Se poi consideriamo che il timbro vocale di Albert, anche se lontano dalla personalità prepotente dell’amico Casablancas, non cade nelle stesse autoindulgenze emule, è tanto di guadagnato. Promosso. (6.4/10)

  • Bargain of a Century
  • In My Room
  • Lisa
  • GfC
  • The Boss Americana
  • Rocket
  • Victory at Monterey
  • You Won't Be Fooled by This
  • Spooky Couch
  • Borrowed Time
  • G Up
  • Miss Myrtle
  • Feed Me Jack Or: How I Learned to Stop Worrying and Love Peter Sellers

Albert Hammond Jr. – Como Te Llama (Rough Trade / Self, 4 luglio 2008)

di Antonio Puglia

A scriversi e cantarsi le canzoni da solo non ci ha solo preso gusto, Albert Hammond Jr.: per la sua seconda collezione di inediti la chitarra ritmica degli Strokes ha anche reclutato una backing band con tutti i crismi. E a questo punto, davvero, ci sfugge qualcosa: laddove il suono dovrebbe essere più compatto, rodato e monolitico dell’esordio (il carino e masticabile Yours To Keep, che un paio di accattivanti singolucci indie li concedeva pure), qui invece si va nella direzione opposta, o meglio in tante direzioni (la pseudo wave-disco di Victory at Monterey, gli inevitabili Strokes di In My Room, la ballata Lisa, il reggae di Borrowed Time), senza - oops - imboccarne una. Non siamo capaci di dire con esattezza se la colata a picco di Como Te Llama sia dovuta a ciò, o più plausibilmente a un’ispirazione latitante mista ad eccessiva indulgenza (Spooky Couch, sette minuti e rotti di strumentale con quartetto d’archi come altro lo chiamate?); di fatto queste 13 tracce sono solo un pasticcio, anzi un discaccio. Bocciato. (4.5/10)