
Non so voi, ma io da Bernard Fevre non mi aspettavo un capolavoro né lo pretendevo.
Il quarto disco, incluso il remix album di 28 After, in trent’anni - con gli ultimi lavori licenziati dal 2006 al 2008 - suona come ci si aspettava, ovvero dance navigata da parte di chi la dance l’ha istituzionalizzata.
Eight Oh Eight non è dunque Disco Club del ’78 e neanche l’ottimo 28 After del ’06, anzi dopo il positivo exploit del precedente lavoro si arranca nel voler rincorrere una formula che pare aver concluso gli argomenti.
With Honey Cream, Open The Night, Is Sorrow, Free For The Girls, Never e No Dollars ricalcano il glorioso motorik di Disco Club senza però lasciare traccia, mentre For Hoped, rallentando un po’ la battuta, almeno prova una via diversa al già sentito.
Un tantino poco… ma io non mi aspettavo niente. Men che meno voi! (6.0/10)