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Introduzione
Critica
Webografia

Ladytron

di AA.VV.
Cover
  • Black Cat
  • Ghosts
  • I'm Not Scared
  • Runaway
  • Season Of Illusions
  • Burning Up
  • Kletva
  • They Gave You A Heart, They Gave You A Name
  • Predict The Day
  • The Lovers
  • Deep Blue
  • Tomorrow
  • Versus

Ladytron – Velocifero (Nettwerk, giugno 2008)

di Marco Braggion

Quarto album in studio per il combo electropop di Liverpool. Dopo il successo del precedente Witching Hour si migra a registrare a Parigi, assistiti da Alessandro Cortini (Nine Inch Nails) e Vicarious Bliss (Justice). Il tocco dei produttori si sente, ma lo stile retrò con strumenti vintage la fa ancora da padrone.

Inevitabilmente influenzata da quello che sta succedendo dalle parti Souwax, french disco e affini, la voce robotica di Mira Aroyo punta al podio del ricordo anni 90, proponendo dei supersingoli che sicuramente saranno oggetto di plurimi remix: Ghosts e I’m Not Scared fanno il verso a Ròisìn Murphy e a Madonna, superpop che evoca da distante anche gli spettri di Blondie; Burning Up è la celebrazione delle chitarre fuzzy che sentivamo nel post-punk de Le Tigre, anche se le bordate pop qui si fanno predominanti. Ci sono poi anche gli episodi in bulgaro (Black Cat e Kletva) che stabiliscono un collegamento spaziale con le visioni shoegazing degli Offlaga Disco Pax. Su tutto permea una patina di modernariato che pompa elettronica e rock onestamente, senza fronzoli.

Non si raggiunge il minimalismo dei Suicide (paragone troppo spinto?), ma l’idea in fondo è la stessa. Una batteria elettronica, qualche effetto, ritmi di base, una voce accattivante e il gioco è fatto. A chi ha stimato i primi lavori dei Gus Gus e a chi vuole andare oltre i Vive La Fete. Sicuramente in un prossimo Bugged Out! mix. Da tener d’occhio.(6.3/10)