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Felix Da Housecat

di AA.VV.

 

 

 

 

  • Virgo Arrival
  • Moviedisco
  • Like Something For Porno
  • Radio
  • Sweetfrosti
  • I Saw The Future Balktroman
  • Mad Sista
  • It’s Been A Long Time
  • Monkey Cage
  • I Seem 2 Be The 1
  • It’s Your Move
  • Lookin’ My Best
  • Pretty Girils Don’t Dance
  • Tweak
  • Night Tripperz
  • Future Calls The Dawn

Virgo Blackto And The Movie Disco (Nettwerk Records, 2 ottobre 2007)

di Marco Braggion

Un altro grande che ritorna agli ‘80. Felix, mutante per eccellenza. Lui - si sa - può fare quello che vuole. Oggi, 2007. Puro ritorno al futuro. Retrofilia pop disco. Parola d’ordine per molti, ma non per tutti. Qualcuno fonda estetiche mélo (vedi la parabola Air-tronica), qualcuno rimastica le paillettes e inizia nuovi percorsi (nella roulotte Simian Mobile Disco). Felix è staticissimo, gatto furbo e all’apparenza sonnacchioso, ma sempre all’erta. Lui spunta fuori al momento giusto, fa un disco uber pop e se ne può vantare; ancora una volta stabilisce la sua statura, utilizzando pattern e melodie che nemmeno sapevamo gli potessero essere così vicine.
Una bomba di singoli velocissimi, che è già scoppiata. Il mid-tempo di Moviedisco ci trascina nell’odissea con un tappetino chic à la Moon Safari, Like Something For Porno è tutta lì nel titolo, una sensazione post-Sabrina già nella lista delle balere euro-pop di mezzo mondo. Radio è la citazione d’obbligo col vocoder moroderiano, Sweetfrosti è puro Depeche Mode 1981, Monkey Cage incarna lo spirito profano balearic, It’s Your Move è puro funky Daft (chi no, ora?), Tweak l’unica uscita dal magma ottantiano: una dichiarazione acid techno da paura, il beat che solo pochi possono osare, Future Calls The Dawn il commiato lunghissimo, l’arrivederci a un futuro che è sempre a portata di mano.
Felix regna ancora. Indisturbato. Una delle star del firmamento del ritmo. Il segnale dall’Olimpo è ancora fisso a 80 volt. Pronto a fulminare le piste con scariche lunghissime. Ancora una volta 40 minuti di brividi e piacere. Jeez, Felix is the m.f. man again! (7.2/10)

    CD1 – F*ck Rock
  • Chip E - It's House
  • Josh Wink - Thick As Thieves
  • Dettmann | Klock – Blank Scenario
  • Chris Liebing - Bangbop
  • Alex Bau - Halifaxfunk
  • Christopher Groove – Maximal MNML (Philipp Straub Edit)
  • Sasha - Who Killed Sparky?
  • Benny Benassi - Love and Emotion (Instrumental)
  • Thomas Bangalter – Outrage
  • Felix Da Housecat – Tweak!
  • Armando -151
  • Pig & Dan - Deliverance
  • Dubfire – Emissions
  • Par Grindvik - Continue In My Words (Dettman | Klock Remix)
  • Man-DA - Principino
  • Chymera - Arabesque
    CD2 – F*ck Rave
  • Sally Shapiro – Hold Me So Tight
  • Boys Noize – Shine Shine
  • Quando Quango - Love Tempo
  • Lopazz – 2 Fast 4 U
  • JoJo De Freq – Saturn Returns
  • Armand Van Helden - Je T'aime (Switch Remix)
  • Felix Da Housecat Vs. Diddy – Jack U (Angelo & Ingrosso Remix)
  • John Dahlbäck – Blink
  • Etienne De Crécy – Punk
  • Charlie Fanclub - Nightbreed
  • David Carretta - Vicious Game
  • Anthony Rother – Moderntronic 1
  • Model 500 - No UFOs (Vocal Mix)
  • Liaisons Dangereuses - Peut Être…Pas
  • Endangered Species – Ping Pong
  • Ramsey & Co - Love Call (Harvey's Mix)
  • Felix Da Housecat - Radio (Shinichi Osawa Remix)
  • Kris Menace Feat Fred Falke – Fairlight

Felix Da Housecat – GU34 Milan (Global Underground / Audioglobe, maggio 2008)

di Marco Braggion

Felix goes mainstream. Per la prima grande uscita pre-estiva i maestri della Global invitano l’idolo dei DJ di mezzo mondo. Dopo aver scardinato le porte dell’electroclash e aver dato una sbirciatina agli 80, il nostro gatto torna al duro lavoro da mixatore. Se i non più giovani lo ricordano come un personaggio che puntava agli estremi della minimal dura e cruda, i giovanissimi lo apprezzeranno nella veste di guru che suona attuale. Insomma Felix sta diventando malleabile a ogni richiesta e per questo possiamo senz’ombra di dubbio consegnargli uno scettro meritato data la lunga permanenza dietro i piatti.

Il primo CD presenta la creme della minimal mondiale: spiccano sicuramente il french touch di Thomas Bangalter, la deep di Sasha e il noise dello stesso Housecat, ma stupiscono alcune tracce che fanno pensare a un mash up non troppo ricercato (Benny Benassi in primis… omaggio all’italianità del titolo?). Si prosegue nel secondo set con quello che costituisce il canone now-sound da club: Boys Noize, Armand Van Helden, Lopazz e qualche ricordo alimentato da guru del calibro di Etienne de Crecy e David Carretta.

Insomma in due ore coniugare il passato e il presente del quattro (che ci farà vedere più di qualche alba) non è facile. Ripescando mix e spiluccando tra vecchio e nuovo, il ‘twicey’ nominato Grammy riesce ancora una volta a imporsi come maestro. Speriamo che i piccolissimi segnali di cedimento non conducano all’oblio. Per ora il gatto spacca. E noi ci prepariamo con questa più che egregia compilation all’estate che verrà. Parole d’ordine: minimal rave. Altro che passata di moda! (7.0/10) PS: un must per chi vive di Bugged Out Mix.