
Un altro grande che ritorna agli ‘80. Felix, mutante per eccellenza. Lui - si sa - può fare quello che vuole. Oggi, 2007. Puro ritorno al futuro. Retrofilia pop disco. Parola d’ordine per molti, ma non per tutti. Qualcuno fonda estetiche mélo (vedi la parabola Air-tronica), qualcuno rimastica le paillettes e inizia nuovi percorsi (nella roulotte Simian Mobile Disco). Felix è staticissimo, gatto furbo e all’apparenza sonnacchioso, ma sempre all’erta. Lui spunta fuori al momento giusto, fa un disco uber pop e se ne può vantare; ancora una volta stabilisce la sua statura, utilizzando pattern e melodie che nemmeno sapevamo gli potessero essere così vicine.
Una bomba di singoli velocissimi, che è già scoppiata. Il mid-tempo di Moviedisco ci trascina nell’odissea con un tappetino chic à la Moon Safari, Like Something For Porno è tutta lì nel titolo, una sensazione post-Sabrina già nella lista delle balere euro-pop di mezzo mondo. Radio è la citazione d’obbligo col vocoder moroderiano, Sweetfrosti è puro Depeche Mode 1981, Monkey Cage incarna lo spirito profano balearic, It’s Your Move è puro funky Daft (chi no, ora?), Tweak l’unica uscita dal magma ottantiano: una dichiarazione acid techno da paura, il beat che solo pochi possono osare, Future Calls The Dawn il commiato lunghissimo, l’arrivederci a un futuro che è sempre a portata di mano.
Felix regna ancora. Indisturbato. Una delle star del firmamento del ritmo. Il segnale dall’Olimpo è ancora fisso a 80 volt. Pronto a fulminare le piste con scariche lunghissime. Ancora una volta 40 minuti di brividi e piacere. Jeez, Felix is the m.f. man again! (7.2/10)

Felix goes mainstream. Per la prima grande uscita pre-estiva i maestri della Global invitano l’idolo dei DJ di mezzo mondo. Dopo aver scardinato le porte dell’electroclash e aver dato una sbirciatina agli 80, il nostro gatto torna al duro lavoro da mixatore. Se i non più giovani lo ricordano come un personaggio che puntava agli estremi della minimal dura e cruda, i giovanissimi lo apprezzeranno nella veste di guru che suona attuale. Insomma Felix sta diventando malleabile a ogni richiesta e per questo possiamo senz’ombra di dubbio consegnargli uno scettro meritato data la lunga permanenza dietro i piatti.
Il primo CD presenta la creme della minimal mondiale: spiccano sicuramente il french touch di Thomas Bangalter, la deep di Sasha e il noise dello stesso Housecat, ma stupiscono alcune tracce che fanno pensare a un mash up non troppo ricercato (Benny Benassi in primis… omaggio all’italianità del titolo?). Si prosegue nel secondo set con quello che costituisce il canone now-sound da club: Boys Noize, Armand Van Helden, Lopazz e qualche ricordo alimentato da guru del calibro di Etienne de Crecy e David Carretta.
Insomma in due ore coniugare il passato e il presente del quattro (che ci farà vedere più di qualche alba) non è facile. Ripescando mix e spiluccando tra vecchio e nuovo, il ‘twicey’ nominato Grammy riesce ancora una volta a imporsi come maestro. Speriamo che i piccolissimi segnali di cedimento non conducano all’oblio. Per ora il gatto spacca. E noi ci prepariamo con questa più che egregia compilation all’estate che verrà. Parole d’ordine: minimal rave. Altro che passata di moda! (7.0/10) PS: un must per chi vive di Bugged Out Mix.