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Country Teasers – The Empire Strikes Back. Race And Racism In 70s Britain (In The Red / Goodfellas, maggio 2006)

di Gaspare Caliri

Tornano i Country Teasers, complesso scozzese promotore di un lo-fi a forte misantropia. Il disco deve il titolo ad una raccolta di studi sul razzismo dei primi anni 80; lo recensiremo seguendo l’impianto argomentativo anglosassone.
Thesis. Fa notizia la prima traccia, una simil-cover di In The Flesh dei Pink Floyd (qui Spiderman In The Flesh): rifare qualcosa di The Wall dev’essere qualcosa tipo per un gruppo indie italiano suonare Uomini soli dei Pooh, con tutto il – poco - rispetto; ma il brano, trasformato in un resoconto lamentoso, solo alla fine (“How many queers!”) svela la sua paternità diretta, rinnovando – in mazurca – il fortissimo coupe de théâtre dell’originale. Subito dopo il cowpunk scoppiato di Points Of View, basso guascone e batteria che quasi imbrocca il tempo di She’s Lost Control dei Joy Division,  ci riporta ai fasti di Satan Is Real Again, il fulgido primo long-playing, probabilmente rimasto insuperato.

Counter thesis. Non si raggiungono, infatti, le intuizioni pestifere di quell’esordio, ormai di dieci anni fa ma ancora freschissimo, nella sua sporcizia scazzata. I CT di Empire Strikes Back non fanno che infilare (come un ubriacone che fa la collanina di margherite) una serie di passi da manuale a bassa fedeltà, riuscendo a mettere a punto la maniera del lo-fi, come giocassero con un equalizzatore a sottrazione. Esemplare la batteria, che pare di sentire in concerto, senza filtri né scusanti, secca come Terence Hill. Ci sono comunque un paio di novità: la minimale e disfattista Mos E17ley, e White Patches, dove il ramo dei CT si avvicina a quello dei giovani Casio-fili Experimental Dental School.

Country Teasers. Ma non possiamo fare battute del tipo: “i Country Teasers colpiscono ancora”; non per lo scarso valore della freddura, ma per l’afa che lascia il complesso di queste tracce, un po’ troppo strette nel loro genere, comunque spassose, non dico evitabili, ma neanche troppo inevitabili. Senza esser razzisti: è la razza che si autorappresenta.

(6.1/10)

  1. Spiderman In The Flesh
  2. Points Of View
  3. Hitlers & Churchills
  4. Mos E17ley
  5. The Ship
  6. Raglan Top On Lonsdale Grey
  7. Good Looking Boys Or Women
  8. Your English
  9. Panic Holiday
  10. White Patches
  11. Please Ban MusicGegenAlles