
Neoclassico con un passato da producer (Sven Väth), remixer (Anne Clark, Robert Palmer, Yello) e titolare con Markus Deml del dance-act Earth Nation, Ralf Hildenbeutel, dopo il veritiero score per la pellicola Hommage á Noir, si inventa un’immaginaria colonna sonora per un immaginario film.
Un giochino vecchio quanto Music For Film di Brian Eno, e in Lucy’s Dream lo spauracchio ambient dell’ex-Roxy Music (vedi ...Like Raindrops On a Lake) ci collega all’inevitabile Satie che Ralf, alla pari di Debussy, Bach e Chopin, ha studiato in ogni dettaglio.
Un compositore moderno echeggiante il Morricone epico di C'era una volta in America (Ice Dancer – Largo) e il malinconico Yann Tiersen di Goodbye Lenin (Fluentis, Lucy’s Dream), elegante come un cigno in picchiata (Zwei Briefe Im Morgengrauen) e toccante alla maniera dei Rachel’s (Be Here – Adagio).
Una finestra autunnale nel mezzo della corrente primavera.
(7.0/10)