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Shonky – Time Zero (Freak’n’Chic / Audioglobe, giugno 2008)

di Marco Braggion

Coordinate: Francia + Freak’n’Chic + Debutto. Posizione: caldissima. Il venticinquenne Olivier Ducreux, compagno delle serate al Batofar di Jennifer Cardini, esce oggi con il suo attesissimo primo album sulla lunga distanza. Se pensavate che la notte non fosse più ipnotica, provate ad entrare nel mondo del giovane produttore. Time Zero è un viaggio velocissimo e deep attraverso quei territori che spesso debordano sulla trance. Uno che viene dalla Francia e che non è minimamente contaminato dalla scena post-funk o ha dormito per anni o ci fa capire che i galletti hanno sempre nuove carte da giocare. Secondo noi la seconda opzione –dati anche i nuovi virgulti sulla scena nu-soul- è quella che vale.

Più che Daft qui si incontrano la solita Detroit e sorprendentemente la San Francisco della progressive, da anni seppellita nel dimenticatoio. Una scelta che spiazza e che va a ripescare la trance psichedelica mescolandola al clubbismo deep. Il disco parte con delle scariche di minimalismo caldo che fanno paura (Time Zero), ricordi di synth analogici dei Kraftwerk (Nebula, Galactica), trip electrodub cosmici puro 90 (Ringside With Dione, Ellipse), tribal-techno (Cosmic Ray), accenni di vocalizzi da panico photekiano (stupenda Ondulation) e addirittura quei pad spacey che avevamo lasciato verso la fine degli 80 (Odyssey).

Tempo fa ascoltando Vibrasphere e altre produzioni trancey nordiche si era annusata nell’aria questa voglia di cosmico, di ‘altri’ spazi e se proprio vogliamo di techno psichedelia. Time Zero è il punto di partenza per la consacrazione e la rinascita della scena. Seguiranno epigoni. Superbotto per l’etichetta di Dan Ghenacia. Techno Freak Is The New Loud!

(7.5/10)

 

  • techno psichedelia
  1. Time Zero
  2. Nebula
  3. Ringside With Dione
  4. Cosmic Ray
  5. Galactica
  6. Ellipse
  7. Ondulation
  8. Odyssey
  9. Magma
  10. Minor Planets