
Compilation tematica di grandissimo spessore quella pubblicata dalla Fire visto che indaga il legame tra l’autore irlandese e la musica. Un rapporto sfiorato in vita, visto il fallito tentativo di intraprendere la carriera da tenore, e perpetuatosi post-mortem con le numerose versioni tratte da sue composizioni poetiche. Due su tutte: gli studi di Luciano Berio (si pensi a Thema - Omaggio a Joyce , la composizione del 1958 per nastro magnetico) e la versione della lirica n.5 della raccolta Chamber Music (reintitolata nell’occasione Golden Hair) fornita da Syd Barrett nell’esordio The Madcap Laughs.
Chamber Music è una compila a dir poco mastodontica per tempi di realizzazione e risultati. Ben 5 anni di lavoro per un doppio cd nel quale un eterogeneo spaccato della musica indie e rock mondiale reinterpreta le 36 liriche dell’omonima raccolta joyciana del 1907. Un parterre d’eccezione che dai Mercury Rev arriva sino a Mike Watt, passando per Lee Ranaldo, Bardo Pond, Kinski e Flying Saucer Attack.
Se è ovvia l’eterogeneità della riscrittura che ogni autore o gruppo fornisce dei brevi sketches joyciani – dalle textures di Text Of Light alle sognanti evocazioni di Jessica Bailiff – compatta e attuale è la valenza ritmica e musicale dei testi di queste misconosciute composizioni d’amore. Fatto che dimostra, a chi non conoscesse ancora l’opera poetica di Joyce, la perfetta adattabilità oltre che la loro intensa e mai banale musicalità.
(6.7/10)