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AA. VV. - Disco Italia: Essential Italo Disco Classics 1977-1985 (Strut / Audioglobe, 27 maggio 2008)

di Giancarlo Turra

Dal suo universo di metafore la musica pop conferma ciò che moda e costume vanno apertamente dicendo da un lustro o quasi: gli anni Ottanta sono di nuovo tra noi, col bagaglio di capelli cotonati e spalline spropositate, colori semprevivi e insicurezze, apparenza e riverberi del decennio precedente. Ovvero quel ’77 che da noi fu bombarolo e aspro di randelli e lacrimogeni, compromesso storico mancato e società a soqquadro. Il punk e la wave sarebbero arrivati con ritardo e a macchia di leopardo, guardando in cagnesco quei famigerati localacci dove - omioddio - si ballava la disco music.

Tropo spesso si scorda, tuttavia, che anche Tony Manero e la sua febbre furono coetanei degli oltraggi sexpistoliani come universi paralleli e non comunicanti. Solo da che si sdogana tutto e non ci sono più barriere si può ragionevolmente abbracciare uno e l’altro senza vergogna, ed eccolo squadernato il senso di allestire un cd strabordante di “spaghetti disco” da parte della benemerita Strut. Vi si abbraccia il decennio scarso dal ’77 alla metà eighties, tra strobo di provincia in cui ti aspetti la Cassini Nadia in sexy tutina celeste e un Celentano prete danzerini, mentre ti accorgi di quanto fosse ben suonata e concepita questa musica, fatta di secchi controtempi di batteria e bassi slappati, percussioni a cascata e coretti, fiati in saliscendi e melodie insinuanti. Una sensazionalmente snodata e appiccicosa The Kee Tha Tha non la dici americana per l’ineffabile senso d’artigianato che le sta dietro, idem il Claudio Simonetti che si ribattezza Kasso (Brazilian Dancer: dice tutto), il Federico Olandese Volante strumentalmente blasfemo (Woityla Disco Dance: sbuffi di synth kraut, aria di New York e sax incongruo…) e il malandrino Number One Ensemble - chi è bresciano capirà, oh se capirà - che discetta di coca su un andazzo gayamente tropicale. C’è Kano ipnoticamente techno-funk che avvolge in un gorgo trash impossibilmente trascinante, ci sono le chitarre funky da Studio 54 e Paradise Garage, c’è il cattivo gusto di copiare i Boney M. per dieci minuti filati. C’è, insomma, tutto un mondo racchiuso dentro ingenuità e colpi di genio.

Materia sonora, questa, che maneggia comunque e sempre una dignità stilistica a prescindere dall’immaginario evocato e che gli occhi della nostalgia - o del non aver vissuto quei tempi - colora di toni pastello. Si danzava e si preparava il terreno allo yuppismo nostrano per esorcizzare atomica e terrorismo; gli anni prima di Rimini e delle pasticche, gli anni del mitico Baldelli - quello del “suono” Cosmic qui non rappresentato - e dello strepitoso Tullio De Piscopo che qui porta in pista la percussività di un medio oriente napoletano (E fatto e sorde! E?). Il senso del voto sfugge nella nebbia del ricordo, per cui prendiamo una posizione che più democristiana non si potrebbe. L’epoca è quella giusta, perciò abbiamo la coerenza dalla nostra.

(7.0/10)

 

  • vintage italo disco
  1. Five Letters – The Kee Tha Tha
  2. Kasso – Brazilian Dancer
  3. Number One Ensemble – Flor De Coca
  4. Kano – Now Baby Now
  5. Freddy The Flying Dutchman & The Sistina Band – Wojtyla Disco Dance
  6. Firefly – Love (Is gonna Be On Your Side)
  7. D.D. sound – Burning Love
  8. Revanche – 1979 It’s Dancing Time
  9. Red Dragon Band – Let Me Be Your Radio
  10. Rainbow Team - Dreaming
  11. Easy Going – Do It Again
  12. Tullio De Piscopo – E Fatto E Sorde! E?
  13. Valentine – Tina Are You Ready