
È dall’età di 15 anni che David Rodigan suona reggae. Da quando, durante feste private, comincia a far ballare i suoi compagni di scuola con i tipici ritmi jamaicani.
All’inizio fu My boy Lollipop, di Mille: il suo amore per quelle note scoppiò dopo averla sentita passare in radio. E se, 40 anni dopo, siamo ancora qui ad ascoltare una sua compilation, significa che quell’infatuazione perdura, oggi come allora, senza crepe né tradimenti.
Real Autenthic Reggae è solo l’ultimo pegno tributato alla musica dell’isola caraibica dal dj anglo-tedesco. Un progetto che, completo, conterà di 5 volumi, intenzionato a sviscerare la storia della musica in levare quasi dalle origini sino ai giorni nostri attraverso punti di vista ben lontani dal materialismo di certo reggae contemporaneo.
Il primo capitolo della serie mostra al meglio le intenzioni. Tematiche che scavano andando a ritrovare le radici: ingiustizie, affari di cuore, sino alla chiamata a raccolta per una fratellanza “superiore”.
Accanto a chicche dell’ultimo decennio passato a cui mai è stato attribuito il giusto valore (Bitty McLean) e ad alcuni dei nomi più interessanti della nuova scuola (Suzanne Couch), ciò che dona qualità alla selezione sono i classici quasi dimenticati delle dancehall jamaicane di 30 e più anni fa, ripescati e rivalutati da Rodigan. Nomi come Roy Cousins & the Royals, The Tamlins, Dennis Brown e Slim Smith: veri e propriprofeti del genere.
(7.2/10)