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Old Haunts – Poisonous Times (Kill Rock Stars, aprile 2008)

di Antonello Comunale

Non seguo da vicino le gesta della Kill Rock Stars e l’indie rock di questi anni tutto mi sembra tranne che in buona salute, ergo ne ascolto poco se confrontato con quanto facevo nei ‘90. Quindi forse è per questo che fino a ieri ignoravo totalmente l’esistenza di questi Old Haunts, che qui firmano il terzo disco. Sono in tre e tra di loro si segnala alla batteria addirittura un’ex Bikini Kill, Tobi Vail. E sono proprio tempi avvelenati, perché non si spiega per quale motivo queste povere Vecchie Zie non se le fili nessuno mentre ci si spertica in lodi per fregnacce insapore, inodore e incolore come Titus Andronicus e Meneguar. Il motivo è che non c’è nemmeno un barlume di hype in questo disco, nemmeno a volerlo cercare con la lente di ingrandimento. Ad aggravare tutto un neppure vago senso di deja vu e di retrò per gli anni ’90 che non giustifica assolutamente proclami sensazionalistici giacché il momento di rivalutare quegli anni non è ancora arrivato e stiamo ancora fermi a rivalutare gli ’80 (e ora da parecchi anni ormai…). Gli Old Haunts incidono su Kill Rock Stars, vengono da Olympia e alla batteria suona un ex Bikini Kill… come pensate che suonino quindi?

Indie punk all’ennesima potenza. Collocabili in una via di mezzo tra Beat Happening e Television, senza arte né parte, ma con il piglio giusto. Musica ideale per chi va in giro con le converse ai piedi, i jeans stracciati sul ginocchio, le magliette a righe orizzontali e i capelli gettati in avanti.

(6.0/10)

 

  • indie rock
  1. Volatile
  2. Poisonous Times
  3. Sister City
  4. Hung Up On The Down Side
  5. Hurricane Eyes
  6. Ruined View
  7. Sunshine
  8. Not Hopeless
  9. Knives On The Mind
  10. Outside Of Divided Time
  11. In Revolt
  12. Dressed As Thieves