Caratteri: [Small] [Medium] [Large]

Pippo Matino Band - Third (Wide Sound, maggio 2008)

di Stefano Solventi

E' tutta questione di azzeccare il giusto dosaggio tra le pulsioni in gioco. Tra nostalgia e sguardo in avanti. Tra purezza e contaminazione. Tra groove e sentimento, per citare lo stesso Pippo Matino, bassista da Napoli (Portici, per la precisione) giunto al terzo album realizzato assieme al suo New Quartet, più qualche illustre ospitata. Tra cui il sax mattatore di Rosario Giuliani (nella spasmodica festa funky di Coffee Shop), la tromba di Flavio Boltro (a serpeggiare davisiana nelle trame avant di Pianeta Megaride e Chatelet), inoltre e soprattutto la chitarra e la voce del grande Amit Chatterjeb.

Non ho ancora speso il termine "fusion" e lo faccio con un po' di timore perché so quanta zavorra si porti dietro, tuttavia non ci si può tirare indietro, anche solo per l'esplicito omaggio a Joe Zawinul - e per traslato ai Weather Report - in No Jazz, Funky Syndicate e We Love Joe, con Chatterjeb (per anni al lavoro col grande tastierista) ovviamente sugli scudi. Sono tracce di agguati lirici e moderni, dall’imprendibile esotismo, con le tastiere, le chitarre e il sax a inscenare un caleidoscopio sfrenato sulla trama vivida di basso e batteria.

Ma Third è anche un disco capace di esplorare situazioni più essenziali sulle tracce d’intrecci insospettabili, come una Ballata partenopea in trio basso-piano-batteria (più sampler fantasmatici) che spedisce echi di Summertime in una Napoli onirica come non spiacerebbe agli E.S.T., o quella Canzone mediterranea per basso solo che medita incanto e amarezze e strane insidie, cui fa da controcanto la conclusiva 9M PM, basso e nastri per acidula inquietudine – ebbene sì - floydiana. Del resto, tra le tre cover in programma troviamo proprio una disinvolta Money. In un’altra che risponde al nome di Status "Drum And Bass", a firma Billy Cobham, le quattro corde del leader incalzano ingrugnite e brumose manco si divertisse a chiamare in causa – e qui ci scappa un altro “ebbene sì” - i Massive Attack.

Disco insomma composito ma spontaneo, vivace sul pelo di congetture parecchio meditate, divertente e suggestivo.

(7.0/10)

 

  • fusion
  1. Chatelet
  2. Coffee shop
  3. Canzone mediterranea
  4. Para oriente
  5. Pianeta megaride
  6. "Ballata partenopea"
  7. "We love Joe"
  8. Money
  9. Sunday
  10. No jazz (Joe Zawinul tribute)
  11. Funky syndicate (Joe Zawinul tribute)
  12. Status "drum and bass" (live in napoli)
  13. 9M PM