
Kathleen Baird, Taralie Peterson e Georgia Vallas si sono conosciute nella minuscola città di Dacatur poco più che adolescenti, formando le STITSR nel 2001. Curse The Traced Bird è il loro quarto album, in uscita su Secret Eye: sette tracce di folk sghembo, povero e stralunato, in cui si inscrivono parabole psichedelico-junghiane.
E sin dall'incipit di Black Heart, tripudio d' archi, slide e mandolino, alla voce della Baird, sgraziata e androgina, fa da contraltare quella di Taralie, quasi una Meredith Monk dissolta in un'elegia morriconiana.
La dicotomia vocale percorre l'intero disco, con sortite dalle parti di Bali (i quarti di tono in Java Pop ed Equus Haar) e altre più vicine alle cicatrici interiori paffgeniane (Red Fall, che diviene un viaggio con John Cale e i Durutti Column).
Party Favors e Pouring Mind potrebbero essere opera di Colleen, se non avesse mai messo piede in un conservatorio. Nella prima si dimentica il metronomo a favore di cascate plettro-percussive, nella seconda un cadeau barocco si staglia su fondali drone ambientali alla Stars Of The Lid.
E il gamelan è allestito con gusto freak, free, a tratti now wave (Chicago è la terra d' adozione delle tre) su un versante opposto rispetto ad un repertorio colto e storiografico.
Ed è attraverso una geografia onirica che il weird folk apre a suggestioni world, con i piedi piantati nelle sabbie di Montrose Beach, piuttosto che in quelle di Java.
(7.5/10)