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Stayer - Better Days (Zerothehero / Space1999, 30 aprile 2008)

di Stefano Solventi

Questo terzetto friulano ha idee chiare e ben rodate. La formula chitarra-chitarra-batteria non è inedita ma possiede comunque quel quid che scava un solco nella consuetudine. Quanto alla forma, siamo dalle parti del post punk declinato math e noise, roba che poi è inevitabile tirare fuori i soliti nomi, un rosario che sgrana Wire e Sonic Youth via Devo, lambendo i primissimi Talking Heads (soprattutto in Amniotic), l'intensità Fugazi e particelle wave-psych pescate in coda ai Television (come in Spleen Attack).

Ma aspettate a pensare "grazie ho già dato", anche se probabilmente è vero, perché il bello sta proprio nel continuare ad averne voglia, un dare che non si stanca grazie all'unico additivo possibile: un incandescente intruglio di attitudine e convinzione. Che per gli Stayer significa in primo luogo buttarcisi dentro tutti interi, metterlo in piedi questo teatrino psicotico (sentitevi Words On Paper) e fare in modo che accada tutto quel che deve.

Occorre perdersi in ciò che si fa, in quello che si è disposti a fare, una cosa che i ragazzi sembrano aver imparato bene nel quasi decennio trascorso assieme a covare il qui presente debutto, che difatti sfoggia tutta l'essenzialità e gli spigoli e l'impatto e la tensione del caso. Col piglio agro e radente di chi sa di non potersi permettere sconti (come nella congettura convulsa e famelica di Machine), ma anche con la consapevolezza che certi deragliamenti si possono addomesticare (vedi la selvatica ma stranamente affabile rumorosità di So Perfect). Abbiamo già dato, ok. Ma – a queste condizioni - continueremo a farlo.

(7.0/10)

 

  • wave noise
  1. Tiger
  2. Amniotic
  3. Cathedrals
  4. Words On Paper
  5. Screwdiver Song
  6. Broken Hands
  7. Machine
  8. Electricity
  9. Come Clean
  10. So Perfect
  11. Better Days
  12. Spleen Attack
  13. Words On Paper RMX