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The Softone - These Days Are Blue (Awful Bliss, 11 giugno 2008)

di Stefano Solventi

Mi ricordavo bene di averlo incontrato nella compilation Songs For Another Place, trepido ponte neo-folk gettato tra Italia e USA cui proprio The Softone - al secolo Giovanni Vicinanza - regalava una splendida title track. Anche se me ne fossi scordato, sarebbe bastata la presenza tra i credits di Faris Nourallah - uno abbonato agli incanti frugali - e Songs For Ulan - idem con patate - ad accendermi più di una curiosità circa questo album d'esordio. Che si svolge all'insegna d'un folk asperso di psichedelia morbidamente nostalgica, di languore cameristico e disinvolta fibra pop. La scrittura gode di una franchezza disarmante, anche se a tratti rimane un po' sulla porta, fermandosi appena sente d'essere trama bastevole per l'ordito di timbri acustici così intimi che ti sembra di toccarli, di vaporosi tepori elettronici, di elettricità struggentemente affilata.

Il che rende queste dodici tracce una sequenza ipnotica di omaggi mescolati l'uno nell'altro come fragranze complementari: vedi l'ombroso incedere M. Ward di For Tonight, i Bee Gees narcotizzati Lambchop di I'm Not Alone, il fremito jazz à la Spain di Close Your Eyes, il lattiginoso languore Red House Painters tra torpori Lennon di Hello And Say Goodbye, le visioni Mojave 3 tra vaghi miraggi operistici (!) di All My Days, la solennità indolenzita Wilco di Having A Coffe, la pura devozione Elliott Smith di Dear Mercy, il cipiglio Howe Gelb stemperato Venus di From The Backyard, infine lo sperso caracollare Sodastream di Promises.

Concepito a Napoli, registrato a Portland, mixato a Chicago: a volte le ossessioni da cameretta diventano incantesimi – come dire? - globali.

(6.9/10)

 

  • folk pop
  1. Hello And Say Goodbye
  2. The Light
  3. All My Days
  4. Having A Coffee
  5. I'm Not Alone
  6. Dear Mercy
  7. For Tonight
  8. From The Backyard
  9. Close Your Eyes
  10. You Could Change My Life
  11. Get You Soon
  12. Promises