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Warren Suicide – Requiem For A Missing Link (Shitkatapult, 12 giugno 2008)

di Gaspare Caliri

Chi fa elettropop oggi ha un grosso problema da affrontare; il fatto che ne si ascolta talmente tanto che anche ciò che è passabile diventa dimenticabile e fugace come la bellezza esteriore. Sono pronto a scommettere che quasi nessuno di coloro che lo fanno, però, direbbe che si preoccupa di quel che hanno prodotto i predecessori del genere; e la cosa accade soprattutto in Europa. Prendi due synth, drum machine vintage, o semplicemente un laptop, crea una infilata di melodie appiccicose, voci femminili piacevoli o maschili bizzarre, qualche suono da videogioco anni ‘80 ed è fatta. Ma noi cerchiamo di non essere superficiali, lasciamo perdere frasi come quella precedente e dimentichiamo il sottile fastidio di dover parlare per l’ennesima volta di elettropop e di non sapere come attaccare.
C’è in Requiem For A Missing Link, il nuovo disco dei londinesi/berlinesi Warren Suicide, qualcosa che riesce a mettere virtuosamente a regime il miscelatore di mille esperienze già fatte. È vero che in pochi casi l’orecchio si desta con la curiosità di chi non sta capendo bene quel che succede (per gli archi di Run Run e Too Old For Suicide, per l’atmosfera straniata di Oh Baby), tutto vaga tra i riferimenti più noti del genere – i soliti El Guapo e Blow (Home) su tutti - e va a posizionarsi – giusto con qualche moto cyberpunk in più - nell’esercito della musica che sa intrattenere. Ma è anche vero che quasi nessun brano chiama il dito a cercare la traccia successiva, per vedere com’è.
C’è poi – e infine – un’impressione, e cioè che a volte questa musica sia una quinta teatrale (Good Morning Lord), che fa pensare a piccole scenette, facce storpiate in espressioni esagerate, mascheramenti attoriali. Stai a vedere che metà Warren Suicide lo fa l’ aspetto performativo dal vivo? Basta dare un’occhiata al loro My Space per capire che è davvero così. E su questa considerazione ci si ritrova a fine album con più eccezioni che conferme, rispetto al banalissimo elettropop.

(6.6/10)

 

  • elettropop
  1. Sometimes
  2. The Matter
  3. The Cage
  4. Knock Knoc
  5. Run Run
  6. What Did We Do?!
  7. Home
  8. Oh Baby
  9. Land Of The Free
  10. Too Old For Suicide
  11. Good Morning Lord
  12. Back In 5 Minutes