Last Signs of Speed
nov
17
2016

Eli Keszler

Last Signs of Speed

Empty Editions

Elettroacustica
array(0) { }
  • A1 sudden laughter
  • A2 corresponding probably to quanta
  • A3 streaming down. streaming down.
  • B1 the immense endless belt of face...
  • B2 no iodine, no breeze
  • C1 breaches breaches
  • C2 the next day, in the afternoon
  • C3 i, practically nothing
  • D1 is strategist, is stage director
  • D2 holes, parts missing
  • D3 willing to be open
  • D4 fusillade of colors
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Info

Pubblicato il 17 novembre 2016, List Signs Of Speed è l’uscita che inaugura il catalogo di Empty Editions. A firmarla il multistrumentista di stanza a New York Eli Keszler (già al lavoro con Helm, Oren Ambarchi, Keith Fullerton Whitman, Rashad Becker), qui alla sua prima prova solista dai tempi di Catching Net (PAN, 2012). Secondo la nota stampa, il nuovo lavoro esplora un nuovo aspetto nell’universo acustico del percussionista. A farsi strada lungo gli arrangiamenti del doppio vinile, costellazioni ritmiche debitrici verso il dub e l’esperienza live all’interno dei club dove il Nostro ha suonato negli ultimi anni. Il disco, secondo l’autore, rappresenta un bilanciamento tra la componente materica dello strumento (le macro collisioni percussive del precedente lavoro) e l’approccio ultra mediato dell’ecosistema sonoro generato da un sound system, in altre parole: «an inspired synthesis between Scientist and Xenakis».

Ad anticiparlo, il brano the Immense endless belt of faces.

di Edoardo Bridda

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