Avant & experimental: le migliori 10 cassette del 2015

Come si diceva per il settore “indie & dintorni”, di quella componente retromaniaca che sta attraversando a più livelli la società del terzo millennio, o per lo meno, i suoi contenuti culturali, sia che si tratti di prequel, sequel o remake cinematografiche che di modaiole riesumazioni generiche in nome del “vintage”, non è certamente immune la musica. Non tanto o non soltanto a livello di sonorità e/o ritorni in pista (reunion, ristampe, ecc. sono ormai all’ordine del giorno, tanto da ridurre il “revival” a questione frettolosa e passeggera) quanto anche e soprattutto a livello di medium. Il vinile e la cassetta, formati in apparenza desueti e/o abbandonati solo fino a qualche anno fa, tornano prepotentemente in voga, catalizzando attenzioni e numeri sempre crescenti. Se per il vinile è pacifico ormai il rappresentare la tendenza del momento, in continua, netta e, a quanto pare, inarrestabile crescita, ciò che stupisce è il ritorno del nastro, a cui è dedicata anche una versione “medium-specific” del Record Store Day, il Cassette Store Day. Cosa anch’essa strana a chi non frequenta un certo underground che mai ha smesso di produrne, ma è pur vero che del flusso di copie pirata di un tempo (do you remember l’avviso dei Dead Kennedys “Home taping is killing record industry profits… we left this side blanck so you can help”, nell’edizione in cassetta di In God We Trust?) – vere e propri “file-sharing” ante-litteram, al punto che bisognerebbe riscrivere le classifiche di vendita in base alla diffusione delle “copie per gli amici” – non è rimasta traccia o quasi nel nostro vivere quotidiano, soppiantate da asettiche sequenze alfanumeriche nei nostri smart-phone e/o lettori mp3. Della serie, chi fa ancora mix-tapes per far colpo su una ragazza? O quanti girano con walkman antidiluviani per ascoltarsi delle cassette?

Sia come sia, per chi segue l’appuntamento, ormai randomico ma regolare per gli ultimi 5 anni, di Gimme Some Inches, questa delle cassette non è una novità, ma lo è questa specie di classifica di fine anno. Ovviamente arbitraria, ovviamente limitata come serbatoio, ovviamente da prendere come un gioco, ma un gioco di quelli seri da utilizzare come promemoria e, perché no?, come fermacarte sul futuro. Del medium ma soprattutto delle musiche in esso contenute. (SP)

Fabrizio Modonese PalumboDoropea (Old Bicycle)

Un atto d’amore “concettuale” è quello che Fabrizio Modonese Palumbo (Larsen, (r) e altro ancora) affida a Doropea per omaggiare la sua città, Torino, i suoi due fiumi Dora e Po e la dimensione europea, dalla cui unione esce il titolo del nastro. Un amore sviscerato con due lunghe tracce “dronanti”, quiete, malinconiche e apparentemente (e)statiche nelle loro stratificazioni sonore interrotte, qua e là, da squarci di rumori quotidiani (note di piano, feedback, riverberi ambientali, flutti noise, fruscii, cigolii sinistri) che aiutano a (ri)attivare questa resa visionaria e personale della propria città. Testimonianza psico-geografica filtrata dalla più intima sensibilità in splendida edizione cartonata corredata dal simbolismo geometrico al solito eccelso di Marco “Il Bue” Schiavo (tatuatore visionario e batterista dei Larsen). (SP)

DoropeaAlvar – Deceivers (Beläten)

Deceivers è il mini album d’esordio degli Alvar, duo svedese composto dai coniugi Johanna Backman e Jonas Fredriksson, responsabili di un oscuro quanto ispirato techno industrial con forti venature electro, sospeso tra synth EBM, dark ambient stile Cold Meat Industry e ipnotiche derive “angstpop” alla Haus Arafna. Il lavoro è uscito su cassetta per Beläten il 15 giugno 2015 ed è esemplificativo di un certo tipo di ricerca sonora che oggi accomuna l’odierna scena post-industriale scandinava con i contemporanei fermenti techno berlinesi. (MdB)

Alvar -Deiciver HEXNAl-khïmiyya (Old Bicycle, DiNotte, Non Piangere, La Scatona Nera)

HEXN è uno e solo, è la ricerca del mistico, la persecuzione dell’occulto, la brama del sapere alchemico”. Così descrive se stesso Hexn, sigla dietro cui si cela un losco figuro del vicentino già impegnato in ambiti psych ma qui molto devoto all’oscurità made in IOP, all’esoterismo di certo industrial primigenio e all’alchimia tra immaginario sotterraneo che più lugubre non si può e sonorità rituali dal vicino Oriente. Aggiungete droni e sintetizzatori, un tribalismo mai eccessivo ma sicuramente inquietante, una malcelata attrazione per la dark-ambient storica, voci trovate e un certo amore per la distorsione e avrete Al-khïmiyya, uno dei migliori lavori dell’anno. (SP)

hexnBlitzkrieg Baby – Cannibal Commando (Beläten)

La musica del norvegese Kim Sølve, in arte Blitzkrieg Baby, è uno di quei progetti arduo da classificare e da incasellare in definizioni che non siano del tipo: “Ultra Negative Industrial Pop”. Cannibal Commando, uscito il 30 settembre 2015 per la label svedese Beläten, ci viene presentato come “la crème de la crème del mondo moderno: cannibalismo, crimini di guerra, assassini adolescenti, dominio del mondo e fine della civiltà alimentata dalla frustrazione senza fine generata dall’esistenza umana”. Siamo in presenza di un ottimo lavoro tra horror-soundtrack, cinismo e provocazioni nichiliste alla Monte Cazazza. (MdB)

Blitzkrieg BabyTalibam!Free World (Körper/Leib )

Folli lo sono sempre stati, ma come stavolta forse mai. In questo nastro per la napoletana Körper / Leib i Talibam! passano alla fase due della “Launch Pad Series”, una serie nata “per esplorare nuove relazioni sonore nel mondo digitale” e traducibile in improvvisazioni, spesso di matrice elettronica, suonate letteralmente sopra tracce audio di dischi di altri artisti. Da lì la fase due, sorta di “filtraggio” delle improvvisazioni culminata in questo nastro in cui si creano nuovi “ambienti sonori” sotto forma di lunghi blob apparentemente informi in cui tutto esiste dentro tutto. Operazione bizzarra, ma dopotutto, come affermano Shea e Mottel, “the aim is not merely musical”. (SP)

talibamVarg – Star Alliance (Posh Isolation)

Star Alliance è un box di sei cassette uscito il 2 ottobre 2015 per l’etichetta danese di culto Posh Isolation che presenta interessanti tracce, bozzetti ed esperimenti realizzati dallo svedese Jonas Rönnberg, meglio conosciuto come Varg. Post-techno, suggestioni kraut e black ambient qui si fondano per un lavoro multi sfaccettato che rappresenta, in parte, la risposta svedese al lavoro del Nostro Donato Dozzy. A conti fatti, qui della materia techno rimane ben poca cosa. Piuttosto, ci troviamo immersi in un’elettronica ambientale dove i viaggi kosmik kraut vengono filtrati da una deriva black/dark ambient misantropica ed isolazionista a base di drone music ed ispirata ai freddi paesaggi scandinavi. (MdB)

Varg - Star Alliance

Virtual ForestUnconscious Cognition Is The Processing Of Perception (Yerevan Tapes)

Virtual Forest è la “variante mistica” di Above The Tree e in questo primo vagito si comprende perché Marco Bernacchia abbia voluto tenere a debita distanza le sue creature. Lì c’è il pulsare dell’esistente, qui un flusso onirico e arcaico che rimanda ad un tempo fuori dal tempo e a un spazio fuori dai luoghi conoscibili. Due lunghe tracce rituali che sono un mantra in crescendo verso un sabba tribale (River To Back Side) e una lunga soundtrack dell’avvenuta iniziazione a base di droni oscuri e inquietanti presagi (Spiritual Communications). Musica sciamanica per ritrovare la propria via. (SP)

Virtual-Forest

Celldöd – Mutations (Brutal Disciplin)

Interessante lavoro su cassetta che presenta remix e inediti del progetto acid techno funk EBM Celldöd, alias dietro cui si cela il musicista svedese Anders Karlsson. Dalle tre nuove versioni del brano Pulsdisco, remixato rispettivamente da Fishrmen, Equitant e Kord, sino alle collaborazioni con la cantante Annie Gyllard in Falska Gudar e in Pulsdisco (I Can’t Breathe), Mutations mostra l’estrema versatilità di un progetto che mantiene una sua forte personalità mostrando un rigore oldschool analogico che attraversa ambiti importanti e mutevoli della musica elettronica. (MdB)

Celldöd MutationsNastroPorta07 (No=Fi)

Ogni giro di giostra è un totale cambiamento per i Nastro. Dopo un esordio electro-rock, un comeback in duo a base di cut-up strutturale (300mq), prima, e melting-pot di matrice tribal-industriale brutista, ipnotico e stordente (Terzo Mondo), poi, ora arriva Porta07, nastro in cui i due hanno provato a fare un album hip-hop. Provato, sì, perché come al solito le cose sfuggono di mano e, grazie al Tascam che da titolo al tutto, a prendere il sopravvento è l’atteggiamento neo-dada/luddista squinternato che porta ad una specie di ambient-drone groovy e infantilmente eccitante. (SP)

nastroDisappearsLow. Live In Chicago (Maple Death)

Li lasci rarefatti e disidratati nel nuovo Irreal, disco targato Kranky che riscrive le coordinate sonore del gruppo di Chicago segnandone gli sviluppi futuri, e li ritrovi su questo nastro della bolognese Maple Death alle prese con un classico dei classici: Low, passo iniziale della trilogia di Berlino del sempreverde David Bowie, viene ripreso e risuonato per intero in occasione della mostra “David Bowie Is” tenutasi al Museum Of Contemporary Art di Chicago. Chitarre al posto dei synth e rendition ossequiosa al punto giusto per un gruppo che continua a zig-zagare senza dare punti di riferimento. (SP)

disappears-low-live-maple-death-2015Runners

OvO – Abisso / Genesi  (No=Fi Recordings); MetzengersteinAlchemy To Our Days (Yerevan Tapes); PolverieraFrom 143 To 236 (Körper/Leib); MelampusHexagon Garden (Old Bicycle); Zone DèmersaleFigura (Yerevan Tapes); StromboliStromboli (Maple Death); Mise En AbymeCrimini D’Odio (Yerevan Tapes); EksEksM (Körper/Leib); My Home, SinkingSleet (Self released); Maria Violenza / Holiday InnSplit (My On Private Records)

Recupero 2014: Paolo Spaccamonti / Daniele BrusaschettoBurnout (August Session) (Old Bicycle, Brigadisco, Bosco Rec.)

4 gennaio 2016
4 gennaio 2016
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