I fell back to perpetual motion. Intervista a D. D Dumbo

Oliver Hugh Perry è riuscito in breve tempo a costruire un sound personale grazie a una perfetta combinazione di musica etnica, world-music e approccio musicale a tutto tondo in stile Frank Zappa, sintetizzati in un pop imprevedibile e affascinante. Il mondo di D.D Dumbo si erge su un sostrato di epica, tematiche esistenziali e ultraterrene, tutto esplicato a suo modo nell’EP Tropical Oceans, dove la scommessa di 4AD sulla scia di Tune-Yards si concretizza con un solo-project che dà i suoi frutti: in molti si accorgono del talento dell’autraliano e Pitchfork lo invita al suo Festival a Parigi. Con Utopia Defeated le cose cambiano: una visione più corale, uno slancio ancestrale ancora più marcato e brani ancor più caratterizzanti consegnano un album completo e godibile. Abbiamo intervistato Oliver Perry per parlare del suo approccio musicale e testuale, delle sue origini italiane e di altro ancora.

Ti seguo sin dagli inizi e la prima cosa che ho pensato appena ho ascoltato Utopia Defeated è stata: “ok, adesso D.D Dumbo ha bisogno di una band”!

[ride, ndSA] Sì! Hai assolutamente ragione, mi sto attrezzando al momento. Sono nella fase in cui sto provando con un po’ di persone e sto cercando di capire come risolvere la questione del live

Credo che la differenza maggiore tra Tropical Oceans Utopia Defeated sia una dimensione epica ancora più profonda. Brani come Walrus sono più riconducibili al passato, ma Satan e la maggior parte delle canzoni risentono di questa novità…

Sì, forse perché in Tropical Oceans avevo fatto queste demo che poi sono state sviluppate in studio. Invece in Utopia Defeated volevo incorporare più elementi e avere un sound diverso: il tentativo di combinare il tutto ha portato certamente a questa atmosfera “epica” ma è stata più che altro una conseguenza.

DD Dumbo - Satan

A proposito di sound, uno dei tratti distintivi della tua identità sonora è quel suono di chitarra che a tratti sembra un sitar, altre volte è quasi plastico. Come l’hai ottenuto?

Si tratta di una chitarra a dodici corde; in realtà ho soltanto due pedali, non così tanti pensandoci bene. Quella pasta sonora che si sente sul disco l’abbiamo ottenuta registrando le parti di chitarra prima con un pitch più basso e poi con quello della tonalità originale del brano.
Quando abbiamo unito le parti suonava alla grande, funzionava.

Ho ascoltato la playlist su Spotify con alcuni brani che hanno influenzato Utopia Defeated: alcuni artisti, come Ali Farka Touré o Joni Mitchell, me li aspettavo, mentre altri, come Anda UnionMoondog, mi hanno spiazzato in un primo momento. Però poi ho pensato che a me Satan ricorda anche Lionel Richie Michael Jackson per alcune cose, quindi questa imprevedibilità e poliedricità è parte della tua musica…

Capisco quando mi parli dell’influenza di Michael Jackson in quel brano, la sua musica ha ispirato non solo Satan ma anche altri brani del disco, soprattutto dal punto di vista melodico, anche se a un primo ascolto non si direbbe. È sempre bello capire cosa arriva agli altri quando fai un disco; sicuramente le due analogie sono pertinenti con il discorso, soprattutto per le canzoni più pop dell’album.

DD Dumbo - Utopia Defeated 2

I testi di Utopia Defeated mi hanno colpito parecchio, questa commistione di UFO, filosofia, religione, tematiche esistenziali rivolte però alla collettività è molto suggestiva. Ci sono riferimenti particolari?

Sì, ci sono molte domande filosofiche, per esempio sulla natura della sofferenza, sul significato. Ci sono quesiti sul mondo, sull’essere religiosi o meno, in particolare sul Cristianesimo, così come su alcuni aspetti della vita animale. Sono cose scaturite dai miei pensieri in merito a queste tematiche.

Mi hai detto che hai origini italiane, tua madre, in particolare, è italiana…

Sì, dell’Abruzzo, precisamente di un piccolo paesino: Villa Tucci. Credo sia vicino a Pescara…

Sì, nell’Italia centrale…

Sì, i miei nonni erano di lì e sono emigrati in Australia negli anni ’50, erano agricoltori.

Interessante. Hai ricordi dell’Italia? È un Paese esotico, dal punto di vista di uno che vive all’estero, e il disco è molto esotico per certi versi…

Sì, ho visitato quei luoghi da ragazzo, avevo più o meno dieci anni. Molto suggestivo, ci sono tornato poi qualche altra volta più un là nel tempo…non mi avevano mai fatto questa domanda! [ride, ndSA]

Un’ultima domanda sul tour: sei pronto?

A dire il vero no! Anche perché la prima data sarà a marzo; al momento sto lavorando duro per scegliere chi mi accompagnerà, come sistemare bene il live e come incastrare il vecchio set con quello nuovo. È complicato, un lavoro meticoloso, ma speriamo di uscirne bene!

Buona fortuna allora! Sono molto curioso di vederti alle prese col nuovo live…

Spero di suonare in Italia molto presto, tu di dove sei? Roma?

Io del Sud, di Cosenza.

Ah…

Sì, ma con l’aereo ci metto qualche ora ad arrivare a Roma o Milano.

Giusto, non è come l’Australia! [ride, ndSA].

10 novembre 2016
10 novembre 2016
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