Indie & dintorni: le migliori cassette del 2015

Tra il ridicolo e il concreto, il ritorno sulle scene del formato cassetta è stato uno dei tanti temi di discussione di un 2015 ancora caratterizzato da una forte componente retromaniaca che fa leva in primis sugli spettri nostalgici della psicologia umana. I dati parlano chiaro: il vinile è ormai una solida realtà (e c’è da credere che con il tempo e/o con un ulteriore abbassamento dei prezzi possa avere una rivincita sul CD), ma esistono importanti fette di mercato – più nascoste – che ruotano attorno alle cassette. Il Cassette Store Day è ormai diventato un appuntamento fisso, il “pezzo” da collezione più venduto del Record Store Day 2015 è stata una cassetta (dei Metallica), la NBC ha realizzato un reportage sul ritorno del formato e perfino Urban Outfitters ha iniziato a vendere musicassette sul proprio sito.  Se fino a qualche tempo fa le cassette erano prerogativa di piccole nicchie all’interno dei macrogeneri che nel tempo più di tutti sono rimasti legati al formato (indiepop, industrial, avant, punk, emo, hip hop), ultimamente sempre più uscite discografiche di un certo peso mediatico sono disponibili anche su cassetta.

Di seguito segnaliamo quelle che reputiamo essere i migliori dischi “indie & dintorni” del 2015, pubblicati anche in formato cassetta.

Alex G – Beach Music | Domino Records | via Bandcamp | 300 copie

L’ultima fatica del lo-fi hero americano. Un disco che non ha nulla da invidiare al suo predecessore DSU (la cassetta che uscì su Orchid Tapes oggi è una rarità), nonostante l’aumento di visibilità garantito da Domino. Esiste anche l’edizione gialla pubblicata in occasione del Cassette Store Day.

American Wrestlers
 – American Wrestlers Fat Possum | via Fat Possum | n.a.

Accantonata l’esperienza Working for a Nuclear Free City (e quella solista), l’inglese Gary McClure si è trasferito negli USA ripartendo dal progetto American Wrestlers. Classiche pop songs rese acidule dall’impianto DIY/Lo-fi (è stato registrato su un casalingo otto piste) e passaggi uptempo in cui i Phoenix sembrano fare capolino in più di una occasione: Gary McClure gioca con l’eclettico ma punta alla concretezza pop, alternando momenti puramente cantautorali a slanci melodici figli addirittura della stagione AOR di fine anni Settanta.

Bad Meds – Bad Meds EP | Maple Death | via Maple Death | 100 copie

Terza release della Maple Death Records di Jonathan Clancy, Bad Meds è l’omonimo EP del terzetto di Liverpool (David Kelly, Paul Thomson e Paul Rafferty) che unisce il post-punk più oscuro e abrasivo (Birthday Party) con chitarre sludge-HC (Black Flag, Mudhoney).

Beach_Slang

Beach Slang – Broken Thrills | Business Casual | via Business Casual | 500 copie
Beach Slang – The Things We Do to Find People Who Feel Like Us | Big Scary Monsters | via Big Scary Monsters | 250 copie

Un mix esplosivo di Replacements e Goo Goo Dolls ha reso il debutto Who Would Ever Want Anything So Broken? uno degli EP più importanti del 2014. Seppure inferiore, il successore Cheap Thrills on a Dead End Street EP ha confermato le impressioni positive. Broken Thrills è l’album-compilation che unisce i due EP (lato A e lato B), immortalando su nastro i passionali anthem alt-rock per slacker notturni condannati alla sindrome di Peter Pan. Ad ottobre 2015 è uscito l’album d’esordio The Things We Do to Find People Who Feel Like Us.

Boys Age – The Inner Moon | More Letters Records | via More Letters Records | Limited

Il Giappone è pieno di formazioni bizzarre e i Boys Age (Kazunary Mutoh e Takamasa “John” Kobayashi) rientrano perfettamente in questa categoria grazie al loro “uncommon pop” che suona come un improbabile incrocio tra le scampagnate di Mac DeMarco/Alex Calder e il weird-hypna pop di Ariel Pink. L’edizione italiana è curata da More Letters Records (vedi anche Runaway Stories dei Barbados).

Camera Shy – Camera Shy Run For Covers | via Run For Covers | Limited

Camera Shy è l’omonimo album d’esordio del duo indie-pop americano composto da Lexy Morte e da Nick Bassett, tra le altre cose già elemento cardine dei Whirr e già al lavoro con Deafheaven e Nothing. Brani leggeri e dal retrogusto estivo sospesi tra indie pop eighties, chitarre jangle e melodie docili.

Courtney Barnett – Sometimes I Sit and Think… | Mom + Pop | via Bandcamp | 500 copie

Dei qui presenti, Courtney Barnett è quella che ha meno bisogno di presentazioni ed è stata scelta perché più di tutti ha saputo portare l’attitudine “indie” tra le classifiche di fine anno. Anche Father John Misty e Beach House hanno pubblicato gli ultimi lavori in formato cassetta, ma Courtney lo ha fatto con uno spirito più geniuno, passando per la piccola label locale Milk! Records. Ode a lei.

Diet Cig – Over Easy EP | Father/Daughter | via Bandcamp | 250 copie

Ormai di culto a newyork, i Diet Cig (Alex Luciano e Noah Bowman) esordiscono con l’EP Over Easy (vedi anche la nostra compilation Tracks From Eps 2015), un cinque tracce per dieci minuti di indie/twee pop che non disdegna l’immediatezza del punk tagliata con l’indole scanzonata di certo indie-alt rock anni ’90.

Girl Band – Holding Hands with Jamie | Rough Trade | Cassette Store Day | n.a.

Protagonisti di diversi incendiari live, gli irlandesi Girl Band esordiscono – dopo due ottimi EP, France 98 e The Early Years – su formato lungo con un disco che racchiude lo spirito del gruppo tra abrasioni noise rock e reminiscenze post-punk.

girlpool

Girlpool – Before the World Was Big | Wichita | via Wichita 11spot | n.a.

Armate di chitarra e basso Harmony Tividad e Cleo Tucker (aka Girlpool) esordiscono su formato lungo con brani minimali impregnati di minimalismo lo-fi e crismi US-indie anni ’90. Le due uniscono una impalcatura sghemba ad armonie vocali più elaborate e generalmente meno sguaiate rispetto alle prime release, trasformando la rabbia riot grrrl in qualcosa di più introspettivo e nostalgico.

Grave Pool – Mnemonics | 80s Ladies | via Bandcamp | Limited

L’esordio lungo di Devan Köchersperger aka Grave Pool, songwriter di Nashville alle prese con un indiepop etereo che scivola su chitarre sommerse di delay e di phaser lunghissimi, tappeti di tastiere e sezione ritmica di matrice eighties. Acquerelli (bedroom) dreampop per malinconici cronici in grado comunque di regalare trenta minuti di astrazione dalla frenetica quotidianità metropolitana.

GunshipGunship | autoprodotto | via Gunship | Limited

L’omonimo album di debutto dei Gunship è un concentrato audio-estetico dei crismi synth-wave e della retromania cyber ’80s. Musicalmente è un disco piuttosto valido e ben incastonato nelle retro sci-fi, ma difetta di un apporto vocale e melodico vincente. Ciò nonostante la cassetta è un must: color oro e lato B contenente il videogioco per Comodore 64 Attack of the Mutant Camels

Hibou – Hibou |Barsuk | via Barsuk | n.a.

Ancora giovanissimo Peter Michel/Hibou esce dall’esperienza con i Craft Spells (e con Captured Tracks) giocando le proprie carte attraverso brani nostalgici che ruotano all’interno di un cerchio sonoro ben delineato, tra slanci indie/jangle pop, passaggi più dreamy ed episodi fondamentalmente synth-pop di stampo ’80s.

Jacco Gardner – Hypnophobia | Polyvinyl | via Polyvinyl | n.a.

Il secondo album del cantautore olandese è la conferma della sua abilità nel saper rendere omaggio alla miglior musica del passato senza limitarsi alla semplice citazione, costruendo tracce originali che profumano di pop sixties e psichedelia diluita per rientrare all’interno della forma canzone.

Katie Dey – asdfasdf | Orchid Tapes | via Orchid Tapes | 1° press 140 copie, 2° press 100 copie

Pubblicato via Orchid Tapes dopo una manciata di micro-pubblicazioni autoprodotte, asdfasdf è il primo disco vero e proprio di Katie Dey, artista australiana che unisce situazioni hypna-chill, lo-fi pop vicino al compagno di scuderia Alex G e twee-pop sporcato da bizzarri rumori minimali e glitch. Dall’album è stato estratto un video, unkillable.

Melampus – Hexagon Garden | Riff Record | via Old Bicycle Records | 100 copie

Pubblicato ad un solo anno di distanza da N°7, Hexagon Garden si contraddistingue per una maggiore presenza di inserti elettronici, che il duo italiano ha incastrato lungo le tracce di un disco che continua comunque a mettere in risalto quelle che sono le caratteristiche principali della band: algida eleganza, trame goth vagamente oniriche e influenze 4AD.

Mourn – Mourn | Captured Tracks | via Captured Tracks | n.a.

Uno degli esordi più chiacchierati dell’autunno 2014, pubblicato prima su Sones e qualche mese più tardi (anche in formato cassetta) su Captured Tracks, il disco dei giovanissimi spagnoli Mourn è un concentrato di chitarre sguaiate e attitudine teen-angst/riot grrrl. Inevitabilmente – a tratti – ancora acerbi, i loro brani – veloci e diretti – sono giù una spanna sopra a quelli delle classiche high-school band.

Motorama – Poverty | Talitres | via Talitres | 200 copie

Terza prova su formato lungo per una delle formazioni russe più conosciute a livello internazionale. Un disco decisamente song-oriented, veloce, compatto e poco propenso alla sperimentazione, in cui ritroviamo con piacere – e in una veste più appetibile – le consuete scorribande angolari ma orecchiabili e l’ormai rodato dialogo tra basso di matrice post-punk e chitarre jangle.

Nic Hessler

Nic Hessler – Soft Connections | Captured Tracks | via Omnian Music | n.a.

Abbandonato il moniker e lottato contro la sindrome di Guillain–Barré, Nic Hessler esordisce a suo nome con un disco di cristallino indie pop in cui si entra in contatto con tagli brit, chitarre jangle, acquerelli Sarah Records e soprattutto una scrittura melodica semplice e diretta.

Oliver Houston – The Dork Ages EP | Autoprodotto | via Bandcamp | Limited

Autoprodotto, The Dork Ages è l’EP d’esordio della formazione emo americana composta da Kyle Wayne Luck (voce e chitarra), Matthew McCue (basso) e Garret Cabello (batteria). La cassetta, pubblicata in formato O-Card, si compone di quattro brani in cui vengono alternate influenze midwest emo e math rock.

Smash – Happy Disease EP | Barberia | via Barberia | 100 copie

L’ultima uscita di Barberia, label italiana simbolo della produzione di cassette, è l’esordio di un musicista di Sassuolo (Modena) influenzato dall’alternative/indie rock anni ’90 di stampo americano (Dinosaur Jr., Guided By Voices ecc..).

Soko – My Dreams Dictate My Reality | Babycat | via Burger Records | n.a.

Portato su formato cassetta dalla storica (per il settore) Burger Records, il secondo album è caratterizzato da un allontanamento dai territori cantautorali chamber/twee dell’esordio (esemplare First Love Never Die) verso soluzioni di matrice prettamente eighties (new wave, post-punk, goth) tagliate dal gusto poliedrico di mister Ariel Pink.

So Stressed – The Unlawful Trade of Greco-Roman Art | Honor Press | via Captured Tracks | n.a.

Probabilmente sottovalutato, The Unlawful Trade of Greco-Roman Art dei So Stressed è la prima pubblicazione della label Honor Press di Meredith Graves (Perfect Pussy) ed è un vortice post-hardcore sorretto da chitarre taglienti e da un drumming imprevedibile e scomposto.

Teen Brains – Teen Brains EP | Chud Records | via Bandcamp | 50 copie

EP d’esordio per la formazione inglese che ruota attorno al duo Tyler Darrington (voce) e Jack Palfrey (chitarra). Cinque brani caratterizzati da influenze che coprono un po’ tutto lo spettro dello slacker-narco indiepop anni Dieci: un concentrato di shoegaze, noisepop, garage, dream-jangle pop e fuzz-pop.

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The World Is a Beautiful Place & I Am No Longer Afraid to Die – Harmlessness | Broken World | via Broken World | n.a.

Nonostante siano, forse, il gruppo emo più chiacchierato degli ultimi anni, gli americani TWIABP sono purtroppo ancora lontani dal trovare consensi tra il medio-grande pubblico. Il secondo disco Harmlessness ha poco da invidiare all’esordio Whenever, If Ever (diventato ormai un piccolo classico), accentuandone la varietà in una direzione prettamente indie rock.

Turnover – Peripheral Vision | Run For Covers | via Run For Covers | n.a.

Un passo in avanti rispetto all’esordio Magnolia (2013), il secondo album dei Turnover mostra gli americani in una veste più matura, in cui il pop-punk dei primi tempi incontra soluzioni dreamy e retrogusti ’80s. Le chitarre non suonano più taglienti, semmai docili e rilassanti.

WAND – Golem | In the Red | via Heavy Ritual Records | n.a.

Scheggia impazzita della scena garage rock californiana, i WAND tornano ad un anno di distanza dal debutto Ganglion Reef con un disco solido in cui sonorità psichedeliche di stampo indie vengono appesantite da distorsioni e riff ad altezza doom/sludge metal. Ad ottobre hanno pubblicato il terzo album, 1000 Days.

Westkust – Last Forever | Luxury | via Bandcamp | 80 copie

Immersi nella scena di Göteborg dei fratellastri Makthaverskan, gli svedesi Westkust sono stati – con i Pinkshinyultrablast – le rivelazioni dell’anno in ambito shoegaze e dintorni. Last Forever è un disco furioso ma caramellato. Luminoso noise-guitar-pop che sprona al repeat, una centrifuga che sotto lo strato gaze-noisepop rielabora janglepop e c86 con grande immediatezza e immediatezza melodica.

Yowler – The Offer | Double Double Whammy | via Double Double Whammy | 400 copie (prime tre press)

The Offer è l’album d’esordio di Yowler, moniker dietro al quale si nasconde Maryn Jones, leader nei All Dogs freschi del buon debutto Kicking Every Day. Otto tracce di cantautorato dimesso e minimale, tra folk e sadcore.

18 dicembre 2015
18 dicembre 2015
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