Intervista ad Apes on Tapes e singolo in anteprima streaming

Il nuovo disco degli Apes on Tapes si chiama Escape from Primate Island ed uscir√† il 31 marzo 2015 per Burnow Records; il¬†lavoro si muove¬†tra¬†fascinazioni videoludiche 8-bit e hip hop. Abbiamo intervistato il gruppo, per parlare dell’album, della passione per i videogame e del primo singolo Epidemic!, che vi proponiamo in anteprima streaming.

Escape from Primate Island¬†√® il vostro primo disco dall’esordio You Open di ormai 7 anni fa (se si escludono i vari EP e remix) e Foreplays del 2011. Come mai un lasso di tempo cos√¨ ampio (discograficamente parlando)?

Dopo Foreplays siamo stati fermi 3 anni, visto che ci sono stati cambiamenti logistici all’interno della band.¬†Joe tornava in Toscana da Bologna, stavamo finendo l’universit√† e avevamo anche progetti paralleli da seguire. Da Pitagora’s bitch ci siamo rimessi sotto e ora siamo fieri di far uscire Escape. Non ci siamo¬†accorti che dal 2005 a oggi sono¬†passati 10 anni!

Ascoltando il disco si sente subito la vostra passione per i videogame e tutto l’immaginario 8-bit-Nintendo, accompagnato da un approccio orgogliosamente “nerd”. Come nasce Escape from Primate Island?

Ci siamo resi conto che quando eravamo piccoli, premevamo tasti a tempo sui gamepad. Oggi premiamo pad a tempo su dei controllers midi.¬†La differenza tra gli adulti e i bambini √® la differenza del prezzo dei loro giocattoli, quindi abbiamo deciso che sarebbe stato tutto molto pi√Ļ semplice, se guardato¬†dalla prospettiva del gioco. Non abbiamo usato campioni di videogiochi, volevamo solo dare l’idea di un viaggio unico diviso in “livelli”.

Puoi parlarci a tal proposito anche del videogame (molto bello) che avete realizzato per il primo singolo Epidemic?

E’ stata una conseguenza logica. Dovevamo farlo. Joe ha amici programmatori, abbiamo chiesto quanto tempo ci sarebbe voluto per fare un platform semplice.¬†I tempi erano buoni, e in teoria puoi aggiornare costantemente un gioco, quindi abbiamo colto l’occasione anche per imparare qualcosa di nuovo. Infatti, per velocizzare i tempi, ci siamo fatti spiegare da Berrico (il programmatore) come poterlo aiutare nella programmazione. E’ stato dfferente. E in pi√Ļ ci piaceva l’idea di non uscire subito con un video.

(Puoi giocare al videogame qui)

Entrando pi√Ļ in profondit√† nel disco, i brani¬†che al primo ascolto mi hanno colpito di pi√Ļ sono stati la divertentissima Crusadness, un’incursione in territori addirittura orientaleggianti, e Plasmon, con un testo parecchio “duro”. Puoi dirci qualcosa di pi√Ļ su qusti pezzi?

Ci √® sempre piaciuto fare commistioni tra¬†sonorit√† di aree geografiche diverse, √® quasi sempre divertente e ha un gusto universale; poi fa bene ricordare la tristezza delle Crociate. Plasmon ha una storia lunga. Lo suonavamo strumentale anni fa solo live ed era giunto il momento di farlo uscire. Dyami ha messo in parole il senso di quelle sonorit√†. L’adattamento di cui parliamo non √® di tipo passivo, ma evolutivo: fiorire dalle falle dei sistemi. Ci√≤ che pu√≤ apparire diverso o con difetti¬†ha in s√© i semi di un nuovo paradigma.

Progetti futuri dopo l’uscita di Escape?

Ci stiamo preparando per le prossime date e per i vari singoli in uscita; abbiamo anche nuovo materiale, ma non ci vogliamo pensare adesso. Aspettiamo la primavera!

26 marzo 2015
26 marzo 2015
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