Baustelle (IT)

Biografia

I Baustelle sono una band pop-rock fondata da Francesco Bianconi (chitarra e voce) e Claudio Brasini (chitarre) nel 1996 in quel di Montepulciano, provincia toscana quasi Umbria, quindicimila abitanti, località termale e una ben radicata cultura del vino. Nato nel 1973, Bianconi cresce con in testa il rock alternativo statunitense dei primi 90s ma nel cuore i Sixties, i chansonnier e i grandi compositori del pop come Bacarach e Spector, miscela cui darà vita assieme a Brasini nel quartetto The Subterraneans. Con l’ingresso in formazione della concittadina Rachele Bastreghi (tastiere e voce) e del tastierista Fabrizio Massara nascono di fatto i Baustelle, nome mutuato da un lemma tedesco che significa letteralmente “lavori in corso”, scelto più che altro per motivi fonetici.

L’album d’esordio Sussidiario illustrato della giovinezza esce nel 2000 per la indie label Baracca & Burattini di Paolo Bedini, una ex consociata del Consorzio Produttori Indipendenti che nel 1997 aveva tra gli altri tenuto a battesimo l’esordio dei Virginiana Miller. Proprio il leader dei Virginiana, Amerigo Verardi, si occupa della produzione di Sussidiario. La particolare misticanza di stili (elettronica, post punk, influssi latini, cantautorato…) ed il taglio languido e assieme crudo dei testi colpiscono pubblico e critica, tanto da meritare il premio Fuori dal Mucchio nella categoria Miglior Debutto Indipendente.

Tre anni più tardi arriva l’opera seconda La moda del lento, sempre per Baracca & Burattini, più curata la produzione (sempre affidata a Verardi) e più a fuoco lo stile, che soprattutto col singolo Arriva lo ye ye conquista un apprezzabile airplay consolidando la riconoscibilità della band. Puntuale arriva il riconoscimento del MEI di Faenza come Miglior gruppo/solista del 2003.

Il passaggio alla Warner nel 2005 frutta La malavita, affidato ad un produttore dal pedigree robusto come Carlo Ubaldo Rossi (nel repertorio lavori per Litfiba, Moda, Ligabue, Jovanotti, Nannini, Subsonica…) è un po’ l’apoteosi dello stile-Baustelle, che approfondisce il tema dell’inquietudine à la Luciano Bianciardi (La vita agra è un testo d’elezione per Bianconi) e si guadagna cifre di vendita importanti culminate nel conferimento del disco d’oro.

Ridotti a trio dopo l’abbandono di Massara, con Bianconi ormai autore pop molto richiesto (per Anna Oxa, Irene Grandi, Noemi…), nel 2008 per i Baustelle arriva il momento del salto di qualità, rappresentato dal quarto lavoro Amen: prodotto dalla band assieme a Carlo Ubaldo Rossi, è un album complesso, strutturato, sonicamente sfaccettato anche per la presenza di uno stuolo di ospiti quali Beatrice Antolini e Mulatu Astatke. Tradizione e azzardo, cantautorato e art-pop, immaginario popolare e visioni d’avanguardia ne fanno un disco raffinato e accattivante, capace di conquistarsi il disco di platino ed un plauso pressoché unanime della critica (aggiudicandosi tra l’altro la Targa Tenco come Miglior Album dell’anno).

Dopo la pubblicazione nel 2009 della soundtrack originale per il film Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni, l’anno successivo è la volta de I mistici dell’occidente, più asciutto e ficcante rispetto ad Amen, prodotto da un professionista di fama internazionale come Pat McCarthy (già al lavoro con R.E.M. e Madonna tra gli altri), se non raggiunge i livelli di complessità e fascino del predecessore dimostra però una freschezza di scrittura considerevole, che frutta singoli intriganti come Le rane, Gli spietati e La canzone della rivoluzione.

Celebrato il decennale dell’esordio con un tour ed una ricca ristampa (Cofanetto illustrato della giovinezza), a fine 2012 arriva il sesto album Fantasma, ulteriore svolta in direzione di un sound orchestrale (alle incisioni collabora la Film Harmony Orchestra di Breslavia) cui contribuisce non poco la “vision” del polistrumentista Enrico Gabrielli. Totalmente autoprodotto, è un lavoro ambizioso, raffinato e inquietante (un concept sul tema della morte), che meno concede alla facile presa dell’airplay radiofonico spostandosi verso una dimensione autorale non usuale per il pop italiano.

Nel gennaio del 2015 Rachele Bastreghi esordisce come solista con l’ep Marie.

Francesco Bianconi è anche autore di due romanzi, Il regno animale del 2001 e La resurrezione della carne del 2015, entrambi per Mondadori.

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