Burial (UK)

Biografia

Burial (Will Bevan) è lo sfuggente produttore sud-londinese (le vicende legate alla sua identità meritano una trattazione a parte), da sempre accasato sulla Hyperdub di Kode9, che a metà anni Duemila ha rivoluzionato il dubstep, traghettandolo da genere in qualche modo sottoculturale, orientato alla dimensione dancehall e club quale era, al soundscape melanconico ed emozionale – hypersoul, per citare Kode9 – ideale per le cuffie del pubblico indie e arty di tutto il mondo.

Burial è stato un innovatore paradossale, ha fatto fare un balzo in avanti al genere riportandolo indietro, alle sue radici, attingendo dal passato remoto del drum’n’bass, del 2-step, del trip-hop, della cosiddetta illbient, usandolo come anima di un discorso, dolceamaro e ossessivo, sulla memoria della musica elettronica underground inglese – quello che per comodità chiamiamo hardcore continuum, con il rave come fantasmagorico e fantasmatico punto focale.

Burial è una delle figure chiave della popular music degli ultimi dieci anni, autore di una pietra miliare come Untrue (2007) e, più in generale, di un suono e prima ancora di un mood capaci di influenzare artisti come Flying Lotus e Thom Yorke, di affascinare – nella più straordinaria delle quadrature di un cerchio possibili – i Massive Attack, ma anche colleghi-rivali come Zomby o Skrillex, nonostante l’immaginario collettivo abbia identificato in quest’ultimo la sua nemesi ideale (e forse proprio per questo). La storia di Burial si può dividere in tre fasi: 2004-2007, 2007-2013, 2013-oggi.

2004-2007: Masked & anonymous

Il nome di un musicista chiamato Burial compare per la prima volta a fine 2004 sul sito Hyperdub (hyperdub.com), webzine militante e collettivo di teste pensanti con le radici nel post-strutturalismo, nell’afrofuturismo e nella cibernetica guidato da Steve Goodman (all’epoca giornalista per “XLR8R”, “Deuce”, “Mute” e giovane scholar), il cui obiettivo è mappare e promuovere i fermenti post-rave dell’elettronica inglese. Su Hyperdub scrivono, tra gli altri, Simon Reynolds, Kodwo Eshun (teorico dell’afrofuturismo, professore di Goodman), Dave Stelfox (autore della prima monografia sulla scena dubstep, pubblicata su “XLR8R” nel 2002), Martin Clark (produttore col nome di Blackdown), Laurent Fintoni (attivo anche come Dj Kper), Luciana Parisi (studiosa di cultural studies napoletana, futura moglie di Stephen Samuel Gordon, ovvero The Space Ape). Lo sconosciuto Burial viene inserito su Hyperdub come una delle migliori “cose nuove” della scena in una delle tante top curate da Goodman per accogliere l’utente nella home del sito, con due pezzi intitolati Broken Home (dicembre 2004) e Southern Comfort (febbraio 2005).

Il 2004 è un anno chiave per il dubstep. A giugno, viene pubblicato il primo disco a riportare la nuova etichetta di genere nel titolo, Dubstep Allstars Vol. 1 (su Tempa, curato da DJ Hatcha, alias Terry Leonard, uno dei prime mover della scena), ovvero la prima retrospettiva su un genere che, in questo modo, si qualifica come codificato e già possibile oggetto di un’operazione di catalogazione e storicizzazione. A novembre, Blackdown (Martin Clark), prime mover e coscienza storica della scena, inaugura il proprio blog personale (blackdownsoundboy.blogspot.com; nel 2005 lancerà la label Keysound Recordings). Soprattutto, in aprile, Hyperdub smette le vesti della webzine e diventa l’etichetta discografica personale di Goodman, lanciando il suo primo disco, il 10 pollici Sign of the Dub (una trasfigurazione di Sign o’ the Times di Prince)/Stalker, intestato a Kode9 (lo stesso Goodman) e Daddi Gee (poi noto come The Space Ape e vocalist di fiducia di Goodman e di altri produttori dubstep, tra cui lo stesso Burial).

Dopo un secondo 10 pollici di Kode9 e Spaceape (Spit), nel 2005 Hyperdub pubblica il primo disco del proprio catalogo non direttamente legato a Goodman/Kode9: South London Buroughs di Burial, con dentro i due pezzi già citati (Broken Home e Southern Comfort) e Nite Train. I tre brani sono diversissimi da praticamente tutto quello che è stato etichettato come dubstep fino a quel momento, e contengono in nuce tutti gli elementi chiave del Burial sound, a delineare scenari urbani notturni e solitari vagamente disperati, post-apocalittici: le voci hyper-soul fantasmatiche (è già hauntology), le ritmiche drum’n’bass e 2-step legnose e fossilizzate, la patina tremolante e polverosa (il crackling sound suo marchio di fabbrica, dovuto all’utilizzo di un programma non professionale come Soundforge e che per certi versi lo avvicina al wonky di J Dilla, non a caso anche lui intriso di soulfulness). Nelle poche interviste rilasciate nell’arco di tempo 2005-2007 (dominate dai due grandi totem totalizzanti: Londra e la musica), Burial dirà di essere inciampato per caso nel sito della Hyperdub, cercando su Internet notizie sui suoi eroi dell’hardcore, della UK garage e del 2-step, e di avere contattato Kode9 per proporgli le sue produzioni casalinghe.

Nel 2006, Hyperdub pubblica il suo primo LP, l’omonimo di Burial; un disco la cui qualità e importanza si riassumono nel fatto che “The Wire” lo farà disco dell’anno. “Il misterioso Burial” – così in un comunicato stampa ufficiale – è già culto, l’hype degli addetti ai lavori lievita, eppure nulla si sa dell’uomo dietro i suoni: non se ne conosce il nome, il volto, niente. Il culto viene sdoganato definitivamente nel 2007, quando esce, sempre su Hyperdub, il secondo LP del produttore, Untrue, lanciato dal singolo Archangel. Disco dell’anno per molti magazine di settore, e secondo nella poll finale di “The Wire”, Untrue fa esplodere il fenomeno a livello internazionale e oltre le cerchie del dubstep, genere di cui Burial è un interprete allo stesso tempo, per i motivi che abbiamo evidenziato, eretico e tradizionalista.

2007-2013: Unmasked & anonymous

Il successo di Untrue comincia a rendere il buzz attorno all’anonimo musicista sempre più frenetico. A febbraio 2008, un articolo su quel vivaio artistico che è la Elliott School di Londra, pubblicato su “The Independent”, rivela il nome completo di Burial: William Bevan. Kieran Hebden aka Four Tet sarebbe stato suo compagno di scuola. In aprile, viene annunciato che Burial curerà un volume della serie Dj Kicks, ma il musicista smentisce prontamente la cosa scrivendo il suo primo post sulla propria pagina Myspace; dopo essere stato rilanciato (da Flying Lotus, tra gli altri), rismentito e rinviato all’infinito, il Dj Kicks burialiano non ha ancora visto la luce.

A luglio, vengono annunciate le nomination per il prestigioso Mercury Prize e Burial con Untrue è terzo sul podio. La notizia scatena i tabloid inglesi, e in particolare il “The Sun”, che cavalcano i buzz sulla vera identità del musicista. Negli anni, infatti, Burial verrà sospettato di essere il moniker segreto di Fatboy Slim, Aphex Twin, ovviamente dello stesso Kode9, ma anche di Damon Albarn, Thom Yorke, Basic Channel (Moritz Von Oswald e Mark Ernestus), Kevin Martin/The Bug, e soprattutto di Four Tet (tanto che nel 2011 verrà creato il tumblr burialisfourtet.tumblr.com). In agosto, il “Sun” lancia una vera e propria caccia all’uomo, con tanto di “taglia” (un premio in denaro per chiunque possa fornire informazioni credibili su Burial), e compare anche il sito iamburial.com, che vende magliette con la scritta “I am Burial” e “I am with Burial” (che riprendono la scritta “I am not Burial” sul cartone usato come maschera da Kode9 in un servizio fotografico scattato da Georgina Cook, apparso in gennaio).

Per silenziare il buzz, il 5 agosto Burial pubblica sul proprio Myspace un post in cui conferma il nome rivelato dall’“Independent” (Will Bevan) e dà evidenza di essere un essere umano in carne e ossa, con una foto che a lungo resterà unica e che comunque ne diventerà l’icona. Dopo essersi auto-smascherato, Burial si fa, se possibile, ancora più misterioso, smettendo di rilasciare interviste e di postare dichiarazioni su Myspace. Diventa una creatura integralmente acusmatica, da ascoltare e basta, sulla quale, insomma, non poter fare altro che fantasticare.

2013-: Unmasked & uncovered

Se da un lato Burial diventa ancora più evanescente, dall’altro la sua presenza discografica si moltiplica tra apparizioni, collaborazioni e lavori co-intestati. Collabora con Kode9 e Spaceape, Four Tet (Moth/Wolf Cub, 2009) e Thom Yorke, Jamie Woon, Breakage, El-B, Dusk e Blackdown, i Massive Attack (Four Walls/Paradise Circus, 2011). Dopo Untrue, Burial sembra invece centellinare le produzioni soliste, pubblicando manciate di lunghi brani su formato EP: Street Halo nel 2011, Kindred nel 2012. A dicembre 2012 è la volta di Truant/Rough Sleeper, forse il più maturo dei lavori non più orientati alla ricerca attorno ai beats o a un possibile formato-canzone, ma al soundscape. A giugno 2013, il sito satirico “Equalizer” pubblica la notizia secondo cui Four Tet avrebbe confessato via Twitter di essere Burial; si tratta di una bufala costruita ad arte (con tanto di finto print screen del tweet incriminato), ma siti e magazine di mezzo mondo, almeno per qualche ora, ci cascano.

L’uscita di Rival Dealer, dicembre 2013, è accompagnata da un domino travolgente di colpi di scena: a poche ore dall’uscita del leak – parziale – del disco su “Reddit”, i frammenti sono già caricati su Soundcloud, Hyperdub ha già caricato i brani per intero su YouTube, i fan hanno già trovato i sample fonte e “FactMag” ha già dedicato al disco – che ancora deve uscire ufficialmente – un instant-articolo in cui viene passato ai raggi X. Si tratta di un lavoro complesso, che ricapitola e apre a nuovi scenari; come ogni lavoro burialiano del dopo-Untrue, Rival Dealer divide, tra chi lo vede come un capolavoro che esplora ossessivamente ma senza mai indulgere nella semplice ripetizione gli elementi classici del Burial-modo e chi lo cassa come ennesima variazione sul solito tema. Pochi giorni dopo l’uscita del disco, Burial manda un sms in diretta a Mary Anne Hobbs, figura centrale nella diffusione del verbo dubstep, per ringraziare lei e tutti i suoi fan per il constante e amorevole supporto. A gennaio, compare sul sito Hyperdub una pagina in cui, sotto una selfie in cui si mostra coi capelli rasati, Will/Burial ringrazia familiari e fan per il sostegno ricevuto per il suo lavoro e si augura, in un tripudio di nerdismo teenage, di riuscire a realizzare nuove tracce, abbastanza buone da essere pubblicate, prima di venire completamente assorbito dal videogame Dark Souls 2, di imminente uscita.

Discografia

  • South London Boroughs, EP, Hyperdub, May 2005.
  • Burial, LP, Hyperdub, May 2006.
  • Ghost Hardware, EP, Hyperdub, June 2007.
  • Untrue, LP, Hyperdub, November 2007.
  • Moth/Wolf Cub, with Four Tet, single, Text Records, May 2009.
  • Ego/Mirror, with Four Tet and Thom Yorke, single, Text Records, March 2011.
  • Street Halo, EP, Hyperdub, March 2011.
  • Four Walls/Paradise Circus, with Massive Attack, single, Inhale Gold/The Vinyl Factory, October 2011.
  • Kindred, EP, Hyperdub, February 2012.
  • Nova, with Four Tet, single, Text Records, March 2012.
  • Truant/Rough Sleeper, EP, Hyperdub, December 2012.
  • Rival Dealer, EP, Hyperdub, December 2013.
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