Franco Battiato (IT)

Biografia

Franco Battiato si mette in luce nei primi anni Settanta con una serie di album sperimentali imperniati su sonorità elettroniche – è stato il primo in Italia ad avvalersi del sintetizzatore analogico VCS3, utilizzato anche dai Pink Floyd – ma nei quali confluivano elementi di classica e avanguardistica (il minimalismo di Reich e Riley in particolare), solo vagamente accomunabili alla contemporanea esperienza del progressive. Dal ’72 al ’78 licenzia otto album, tra i quali l’ottimo Sulle corde di Aries del 1973. Con L’era del cinghiale bianco del 1979 si consuma la svolta pop, seppure peculiare e innervato di azzardi d’arrangiamento innovativi per la scena italiana. Seguiranno i successi crescenti di Patriots (1980) e soprattutto La voce del padrone (1981), uno degli album italiani più venduti di sempre.

Gli 80s lo vedranno irrobustire fama e statura artistica (in un ambito che potremmo definire “pop intelligente”) con altri quattro lavori, mentre nel 1991 avviene la svolta di Come un cammello in una grondaia, arrangiamenti da camera per pezzi originali e rifacimenti di lieder classici (di Brahms, Beethoven Martin e Wagner), tra cui spicca il successo clamoroso – considerata la natura del brano – di Povera patria (targa Tenco per migliore canzone dell’anno). Durante questa fase più meditata e dalle forti inclinazioni mistiche inizierà la collaborazione ai testi col filosofo Manlio Sgalambro, mentre due album più tardi (in coincidenza col passaggio da Emi a Polygram) arriverà l’impennata rock-wave de L’imboscata (1996).

Ormai affermato e riconosciuto come figura di riferimento da più geneazioni di musicisti (negli anni ha collaborato con CSI, Carmen Consoli, Bluvertigo, Ivan Segreto, Francesco De Gregori…), continua i successi al botteghino con una serie di album di cover di canzoni d’autore italiane e francesi (il primo dei tre Fleurs è del 1999), tra cui Aznavour, Sergio Endrigo e De André. Se con Apriti sesamo del 2012 ha raggiunto la soglia del ventottesimo album in studio, bisogna sottolineare la parallela produzione “colta”, sei album di musica per opera e balletto da Genesi del 1987 a Telesio del 2011. Da sottolineare anche l’attività di pittore e cineasta (ha diretto tre film e due documentari).

Nel 2013 pubblica assieme ad Antony l’album Del suo veloce volo. Nel 2014 pubblica a nome Joe Patti’s Experimental Group l’omonimo album col quale torna alle sperimentazioni sonore degli anni Settanta.

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