Jlin (US)

Biografia

Nata e residente a Gary, una cittadina dell’Indiana a quaranta minuti dalla downtown di Chicago famosa tanto per il suo centro siderurgico, quanto per aver dato i natali ai Jackson Five, Jlin è una delle juke / footwork producer che si è fatta conoscere fuori dai confini della Windy City tramite le seminali compilation Planet Mu, dischi che hanno sdoganato il genere a livello internazionale all’inizio degli anni ’10.

Nel 2011, dopo aver stretto contatti e collaborato con RP Boo, DJ Roc e DJ Diamond, firma per il secondo volume della serie Bang & Works i pezzi Erotic Heat e Asylum, due impronte riconoscibili di uno stile fortemente incentrato sulla reiterazione tra programmazioni di beat alla 808 e cut’n’paste di fanfare gangsta rap / grime condite di sample presi da videogiochi picchiaduro o dalla televisione. Alle curve ad angolo di Rp Boo, all’ecletismo di Rashad e Traxman, la producer preferisce funky e soul (non campiona da altri dischi), affrontando le tracce con fare circolare, sul filo tra oppressione e rivalsa, lasciando correre misuratamente i bassi e componendo footwork quasi pensando a certo grime strumentale.

«La mia espressività in musica viene dalla tristezza e dalla rabbia», afferma Jlin in una press release nel 2014, «non posso creare in un posto in cui sono felice. Non ha senso. La creatività per me vuol dire sentimento e impatto». «Creo musica da situazioni nelle quali non mi vorrei trovare e che non mi piace rivivere. La gente pensa che Erotic Heat sia un pezzo erotico, in verità viene da un posto molto buio e doloroso».

Nel 2014 la musica della producer è scelta da Rick Owens per la sua sfilata parigina autunno-inverno, mentre il 23 marzo 2015 viene pubblicato il debutto sulla lunga distanza Dark Energy, disco che rappresenta il frutto maturo di uno stile tanto minimale quanto aperto a una cineteca di videoludici sarcasmi, smalti tanto esotici quanto cinematografici e sci-fi, incedere di fanfare minacciose e morbide glasse di voci e strumenti dal mondo (sitar come didgeridoo). Ancora una volta è la programmazione dei ghetto beat a dominare la scena, nondimeno la musica di Jlin si compone di un ventaglio di sample concentrati (unicamente) sulla manipolazione vocale. Non a caso c’è Holly Herndon ospite in Expand, ma è l’intera tracklist a portare con sé un’attenzione particolare per i significati e i segni del linguaggio, sia nei termini della scoperta (Unknown Tongues), sia come veicolo di ironici-cinici botta e risposta (Guantanamo) o altrettanto marziali declamati (Black Diamond con campionamenti da Tekken).

«Senti il footwork ed è al 95% basato su sample», afferma Jlin a Fact, «ed era la cosa giusta da fare. Musicalmente e politicamente all’interno del genere. Poi però quando qualcuno ti chiede “come suona la tua musica?” Beh quella è proprio una bella domanda».

Benché la producer utilizzi apertamente un ampio spettro di riferimenti ai picchiaduro Playstation, il fine non è mai autoreferenziale o un facile riferimento a certo cartoon sound, bensì politico, come politica è una minacciosa sezione di arrangiamenti che possono ridursi a elittici segnali in avvicinamento prossemico (Ra) o catturare frontalmente l’ascoltatore (Expand) creando uno stato d’allerta permanente (Infrared).

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