Lone (UK)

Biografia

Inglese di Nottingham, Matt Cutler inaugura l’attività solista nel 2007 come Lone dopo lo scioglimento del duo con Andy Hemsley Kids in Tracksuits. La sua specialità consisterà nel porsi nel mezzo di due correnti di produzioni elettroniche, l’hip hop post-J Dilla da una parte e la rave nostalgia dall’altra, con un raffinato tocco psichedelico e un taglio prima massimalista e poi non troppo lontano da quello di un Luke Vibert.

A partire da un trittico di pubblicazioni – Everything is Changing Colour (autoprodotto in CD-R), Lemurian su Dealmaker e Ecstasy And Friends su Werk Discs – e influenzato dalla scena del Lower End Theory e dalla produzione Stones Throw di Madlib, Cutler pastura ricordi ipnagogici Boards Of Canada e altre suggestioni elettroniche UK, ma è a partire da Emerald Fantasy Tracks (Magic Wire, 2010), l’EP Echolacations e, in particolar modo, con l’accasamento presso R&S e la pubblicazione di Galaxy Garden (2012) – primo album composto come musicista full-time peraltro – che esplora soluzioni dance (house, 90s rave) e trova un certo seguito, seppur di nicchia. A proposito di Galaxy Garden, album che ospita Machinedrum e Anneka (e aggiorna la produzione del Nostro anche al footwork, al future jazz e al massimalismo imperante nell’annata di Rustie), Gabriele Marino evidenzia, in sede di recensione, «un certo automatismo troppo omogeneo, purgatoriale (nel senso dell’indistinto)». Il disco riceve comunque buone recensioni e viene da più parti acclamato come il lavoro più solido prodotto dall’artista.

Il 16 giugno 2014, sempre su R & S Records, esce Reality Testing, lavoro che segna un ritorno a sonorità hip hop e nuovi innesti (la produzione kitsch-fusion di marca Luke Vibert, ad esempio). Ad anticiparlo, la traccia 2 is 8 ed alcune considerazioni del producer: «mi sono messo in testa di fare un album che avesse entrambi i beat, house e hip hop, ritmi che… ….condividono lo stesso vibe. Amo quest’idea di due cose che stanno l’una accanto all’altra, che non sono completamente opposte, quasi come se fossero la stessa cosa». Due anni più tardi – maggio 2016 – esce Levitate, album che la press release indica come un lavoro improntato su un viaggio psichedelico e a rotta di collo tra i breakbeat accelerati della rave culture (leggi: dall’hardcore alla jungle) e la consueta colorata IDM che da sempre caratterizza le sue produzioni. «Dopo aver prodotto un disco come Reality Testing era importante per me non ripetermi. Ho voluto che quest’album fosse come un’intensa folata di vento», ha dichiarato l’artista sempre nella nota stampa, e di fatto il disco sembra il frutto di session veloci ed ispirate, composte tutte di un fiato magari e fat-free, come dice lui. In circa trenta minuti Lone confeziona, in pratica, il suo personale Where were you in ’92, l’ennesimo album di rave nostalgia pubblicato negli anni Dieci, e non certo il primo nella sua discografia, eppure un lavoro che non sembra aver perso la freschezza delle sue migliori zampate ed, anzi, sembra riassumerne la cifra stilistica.

Leggi tutto

Altre notizie suggerite