Paolo Benvegnù (IT)

Biografia

Paolo Benvegnù è uno dei più raffinati cantautori della scena indipendente italiana. Autore di testi profondi e formalmente elaborati ma allo stesso tempo comunicativi, uniti a una scrittura musicale arrivata ben presto alla maturità, Benvegnù ha saputo creare uno stile tra indie e wave magari non originale ma solido, in cui l’eclettismo sfrenato dei primi Scisma viene disciplinato per vivacizzare sapientemente canzoni riconoscibili ma mai monotone, con la musica a fare da adeguata scenografia per la ricerca dei testi.

Nato a Milano nel 1954, nei primi anni ’90 esordisce con gli Scisma, dei quali è chitarrista e seconda voce: gli esordi autoprodotti Pezzettini di carta (demo del 1993) e Bombardano Cortina (1995) affrontano il panorama coevo con piglio omnicomprensivo, estendendo il crossover oltre i confini normalmente riconosciuti del genere, arricchendolo con spunti d’avanguardia e qualche bruma CSI. Alcuni importanti riconoscimenti (Arezzo Wave, Rock Targato Italia) portano il contratto con la EMI, con la quale il gruppo pubblica i due album Rosemary Plexiglass (1997) e Armstrong (1999), e l’EP Vive le Roi dello stesso anno.

L’eclettismo si fa più maturo, l’esuberanza stilistica rimane, solo fusa in uno stile che fa del primo dei due dischi un classico del rock d’autore dei ricchi anni ’90 italiani. Nel secondo si tentano occasionali avvicinamenti al pop-rock, sia pure stralunato e poco canonico. Nel 1998 la band vince anche il Premio Ciampi, poi nel 2000 si scioglie per dissapori interni.

A quel punto Benvegnù dà vita a una carriera solista che, oltre ai dischi, lo vedrà impegnato come produttore (Terje Nordgarden, Perturbazione), come autore (Mina, Marina Rei, Irene Grandi e, suo malgrado, per Giusy Ferreri) sia come autore di spettacoli teatrali particolari (“Piccoli fragilissimi sport” nel 2005, la “Trilogia dell’acqua” o “dei lavori umili” nel 2007). Come solista, agli album affianca gli EP, talvolta come assaggio del disco maggiore: così Suggestionabili (2003) annuncia il grande successo di critica di Piccoli fragilissimi film (2004), Cerchi nell’acqua (2005) rimane da sé mentre l’autore collabora con Marta sui tubi (Via Dante su C’è gente che deve dormire, 2005), coi suddetti Perturbazione, poi nel progetto di musica popolare trentina Cime domestiche con Monica Demuru, Petra Magoni e Ares Tavolazzi (nessuno dei quali trentino, peraltro). E anche l’altro grande successo della sua carriera solista, Le labbra (2008), viene anticipato da un EP sull’amore, 14-19 (2007).

Lo stesso anno del suo secondo album, il Nostro riprende la collaborazione con Marco Parente, col quale fonda i Proiettili buoni per un tour nel quale il gruppo esegue per lo più inediti parentiani del periodo di Trasparente, il disco alle cui registrazioni Benvegnù aveva partecipato. Riassunta la sua carriera solista col live Dissolution (2010) e dato il suo contribuito alle miscellanee Il paese è reale (2009, curata dagli Afterhours), Materiali resistenti (2010) e al Tributo a Ivan Graziani (2012), i dischi successivi di Benvegnù, senza stravolgere il suo stile, segnano comunque un’evoluzione, in parte dovuta alla stabilizzazione del gruppo di musicisti che lo accompagnano in tour e sui dischi – al punto che già da un po’ il cantante preferisce parlare de “i” Paolo Benvegnù, ossia non di un cantante ma di un gruppo vero e proprio. Così gli album, oltre alla letterarietà, accentuano la natura concept già presente nei primi due: Hermann (2011) parte dal classico espediente letterario del manoscritto ritrovato per costruire un ciclo di canzoni che gira intorno al personaggio del titolo e ai suoi viaggi, mentre Earth Hotel (2014) parte dai personaggi di un albergo per espandersi verso una riflessione sulla vita e un atto d’amore per l’umanità.

Nel 2015 tornano insieme gli Scisma, a detta del Nostro “per dare un finale diverso a quella storia”: pubblicano il Mr. Newman EP e fanno un mini-tour di 4 date. La maturità, dichiarano, ha insegnato a gestire meglio i rapporti interpersonali e l’esperimento ha avuto esito positivo: l’intenzione, a questo punto, è fare un vero e proprio album nuovo.

Prima però Benvegnù pubblica un nuovo disco solista, H3+, che considera il terzo capitolo, dopo i dischi del 2011 e del 2014, di “un viaggio a tre tappe all’interno dell’anima” e che costituisce l’ennesima conferma del suo grande talento.

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