Run The Jewels (US)

Biografia

Panther Like a Panther

Run The Jewels è il duo hip hop, formato da Killer Mike e El-P, che ha cannibalizzato la scena hip-hop anni ’10, imponendosi quale realtà indipendente, svincolata ironicamente dai dettami contemporanei. Il suo stile, mai classico o leftfield, ha reinventato una carriera in risalita per Killer Mike (re-impostosi alla critica grazie a R.A.P. Music), e confermato quella di El-P. La visione del duo è forgiata nei beat, nei synth analogici e negli 8 e 16 bit del producer newyorchese, sintetici e distopici come da marchio di fabbrica, e incendiata dal flow impeccabile ed eterodosso della coppia.

Run The Jewels non continua esattamente lungo le direttrici indie/underground del genere che i leggendari Company Flow – fondati proprio da El-P nei ’90 e generalmente amanti di campionamenti più morbidi, avvolti in una patina più ruvida e old school – hanno tracciato e imposto, se non in linea di principio teorico; le possibilità di sviluppo del discorso rap seguite sono piuttosto quelle tracciate e lasciate aperte dai Cannibal Ox (di cui El-P produsse The Cold Vein nel 2001). La linea della Definitive Jux (di proprietà di El-P) è dunque percepibile, ma scorre attraverso il filtro di una tradizione southern rap rivisitata e parodiata (la carriera di Killer Mike, ricordiamolo, è stata lanciata prima da Snappn’ & Trappin’ e poi da The Whole World, entrambe contenute in Stankonia degli Outkast). In definitiva il collante tra i due volti del suono Run The Jewels sono i synth distopici di El-Producto (di fatto già mito ben prima della sigla RTJ) post-Company Flow, assieme a varia analogica di tradizione East Coast (Killer Mike è di Atlanta).

I due rapper si conoscono grazie all’executive di Cartoon Network Jason DeMarco che li presenta nel 2011; le collaborazioni tra i due sono subito consistenti, con R.A.P. Music di Killer Mike prodotto da El-P nel 2012 che rilancia la carriera del rapper, e Cancer 4 Cure, sesto disco di El-P per Fat Possum, dove Mike è presente nel brano Tougher Colder Killer. In seguito ai due rispettivi album – pubblicati a poche settimane di distanza – i due organizzano un tour insieme, sulla scia del quale arriva la decisione di formare un progetto collaborativo. Run The Jewels, l’esordio omonimo della formazione viene distribuito in download gratuito il 26 giugno 2013 e poi pubblicato su Fool’s Gold Records: il disco è caratterizzato da strofe anti-establishment (l’attivismo politico dei due, soprattutto per Killer Mike, è ben noto), svago da esercizio linguistico e rime sarcastiche e, grazie alla formula produttiva rinvigorita di El-P, coadiuvato da Little Shalimar e Wilder Zoby, e dalla solida prestanza di Killer Mike, l’accoglienza critica è unanime ed entusiasta. “E’ la risposta spassosa ed irriverente al cannibalismo dell’industria discografica attuale“, affermiamo in sede di recensione.

Il duo torna ad ottobre 2014 con il seguito, Run the Jewels 2. Il disco esce sulla Mass Appeal Records di Nas e tra i suoi antefatti c’è anche l’omicidio di Michael Brown. Il 24 novembre, durante un live a St. Louis tenuto un paio d’ore dopo l’annuncio che Darren Wilson non sarebbe stato incriminato per la morte di Brown, Killer Mike si espone in un lungo discorso politico che, ripreso dai fan presenti, diventa rapidamente virale sul web. I due si superano grazie a una produzione più curata ed articolata, tra una prima parte più scura, potente e cingolata e una seconda più felpata con aperture melodiche, affermiamo in sede di recensione. Tra gli ospiti ci sono Zack De La Rocha, cantante dei Rage Against The Machine, e Travis Barker, batterista dei Blink 182, la scafata rapper Gangsta Boo, Diane Coffee (batterista dei Foxygen ai tempi della scuola), Boots e Matt Sweeney, oltre ad alcuni coristi tra cui Kareem Bunton e Kenya Hawkins. Dalla campagna promozionale per il lancio del disco è evidente come il duo abbia ormai raggiunto uno status di culto trasversale, con l’iniziativa Tag the Jewels che coinvolge 30 artisti di street art nella realizzazione di graffiti raffiguranti il già iconico gesto fist & gun rappresentato sulle cover dei due capitoli RTJ. Sulla stessa onda si inserisce anche il tributo da parte della Marvel, che omaggia il progetto con alternate versions delle cover di Deadpool (#45), Howard the Duck (#2) e Deadpool’s Secret Secret Wars (#1).

Nel 2015, un progetto nato come una scherzosa iniziativa di crowdfunding tra i fan dei RTJ, con l’obiettivo di raccogliere 40.000 dollari per produrre un album di remix utilizzando esclusivamente suoni di gatti, diventa realtà e raccoglie su Kickstarter ben 65.783 dollari. Il duo dona la parte eccedente in beneficenza, così come i proventi delle vendite della versione in doppio vinile, pubblicato a novembre. Il disco, condiviso per il download e lo streaming gratuito giusto due mesi prima (a settembre), vede all’opera vari remixer, ognuno impegnato a dare un tocco felino: Zola Jesus remixa Blockbuster Night (che diventa Pawfluffer Night), Geoff Barrow dei Portishead mette le mani su Close Your Eyes (And Count to Fuck) (che diventa Close Your Eyes and Meow to Fluff) così come Boots rivista Early (che diventa Meowrly) e Dan the Automator Angel Duster (che diventa Angelsnuggler). Presenti inoltre i contributi di Just Blaze, Nick Hook, Prince Paul, The Alchemist, 3D e lo stesso EL-P che remissa Jeopardy, che in versione felina diventa Meowpurrdy.

Il 18 aprile 2015, in occasione del Record Store Day, il duo pubblica un 12 pollici contenente l’inedito Bust No Moves con la partecipazione di SL Jones e altre tre tracce già contenute nei due capitoli precedenti in LP.

Per il terzo album non bisognerà attendere moltissimo. Anticipato da una serie di teaser, anteprime e varie ed eventuali (tra cui una felpa natalizia), il disco, che continua idealmente la serie numerica iniziata in precedenza, viene condiviso per lo streaming con tre settimane di anticipo sulla release ufficiale (fissata per il 13 gennaio 2017). Assieme alla sorpresa, il duo pubblica sul proprio sito anche uno sketch comico nel quale discute ciniche strategie promozionali con Fred Armisen e Carrie Brownstein, nei panni dei popolari comici di Portlandia. Il relax e il buonumore non sono fuori luogo: RTJ3, già dagli ospiti coinvolti, si preannuncia come l’ennesimo colpo a segno. Nessun bisogno di strafare e nessuna rivoluzione a livello di format e flow. Al solito, una produzione impeccabile e generosa con un livello qualitativo conferito dagli special guest sempre molto alto: con Danny Brown ad incendiare Hey Kids (Bumaye), Tunde Abebimpe dei Tv On The Radio ad aggiungere smalti soul bowieani a Thieves! (Screamed The Ghost) e Kamasi Washington a soffiare un caldo vento jazz nella cinematografica Thursday in the Danger Room.

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