Scott Walker (US)

Biografia

L’americano Scott Walker è artista dal curriculum lungo e straordinario, che ha cambiato più volte pelle: dalla fama giovanile con gli anti-Beatles Walker Brothers negli anni ’60, il Nostro è ripartito a fine anni ’60 con una carriera solista di qualità, non premiata dal favore del pubblico (Scott, Scott 2, Scott 3, il capolavoro Scott 4 del 1969), per poi scomparire per qualche anno.

Dopo un ritorno dei Walker Brothers non memorabile, un altro periodo di silenzio, mentre il suo nome è già di culto (David Bowie, Brian Eno, Julian Cope tra gli altri, contribuiranno a farlo conoscere). Nel 1984 esce Climate Of Hunter, che segna uno spartiacque con il vecchio repertorio: le orchestrazioni degli album solisti si fondono con uno sgretolamento della forma canzone, poca strumentazione e la produzione del fido Peter Walsh, per farsi dissonanza e rarefazione. Nessuna fortuna commerciale e questa volta seguirà una pausa di più di un decennio.

Tiltdel 1995, è un punto assoluto di non ritorno, come si diceva nel monografico a lui dedicato:”una miscellanea di elementi, in cui coesistono classica, avanguardia, sperimentalismo, minimalismo, industrial, per un marchio di fabbrica che comincia ora a diventare “riconoscibile”. Lasciata in disparte la forma–canzone, la poca melodia, seppur presente, non è ingabbiata ma dissonante insieme al resto, il cantato si fa espressionistico, declamatorio, come un lieder sui generis, le atmosfere sono claustrofobiche e morbose, cinematograficamente efficaci sia nelle immagini evocate, sia dal punto di vista sonoro (l’uso narrativo dell’orchestra, della strumentazione minimale, l’utilizzo funzionale degli effetti sonori, delle dissonanze). Alienazione, disagio esistenziale ma anche sarcasmo e ironia, gli elementi presenti. I testi stessi sono evocativi più che letterari, sono parte musicale”.

Walker firma con 4AD nel 2004 e due anni dopo esce The Drift. In sede critica dicevamo che “di Tilt  restano il mood e l’ambientazione sonora: il cantato è parimenti espressionista, declamatorio, lirico, con poca melodia; è ancora più claustrofobico, morboso, oscuro, cinematografico. Si assiste a un’ulteriore disgregazione delle “canzoni”, che già nel precedente avevano perso la loro forma: qui diventano momenti di flusso ininterrotto, uno stream assoluto di suoni e parole. I brani consistono in “blocchi di suono”, come vengono definiti dall’autore, che si susseguono per giustapposizioni e contrapposizioni, assenze di ritmo seguite da accelerazioni”.

A fine 2012 esce Bish Bosch: “In sintesi, ritroviamo la struttura che abbiamo imparato a conoscere con gli album dell’ultima parte della sua carriera, destrutturata e con voce narrante-cantante, con alcuni significativi cambiamenti. Più ricco di sfumature e meno oscuro rispetto al precedente, con una maggiore pienezza di suono, vi si trovano chitarre, tastiere e fiati, una novità assoluta. Il mood è meno claustrofobico e morboso e le storie raccontate confluiscono in un unicum organico, un fluire ininterrotto di cantato, recitato, sofferto e declamato. Il narratore Walker si fa guida in un Inferno dantesco, una sorta di dipinto visionario di Hieronymus Bosch, citato nel titolo in un gioco di parole – dove bish bosh significa “job done, sorted” – per esprimere l’ordine delle parti, apparentemente messe accanto ma in realtà unite fluidamente in un tutto organico. E’ quindi un’esperienza totalizzante che ripaga ascolto dopo ascolto, confermando Walker come genio musicale contemporaneo e outsider al di fuori di mode e tempi”.

Nel 2014 Soused, prodotto da Walker assieme al sodale Peter Walsh e con l’aiuto di Mark Warman, vede la collaborazione con i Sunn O))), un altro capitolo riuscito e straniante, come si afferma in sede di recensione: “Soused non cristallizza Walker in un cliché, come avrebbe potuto succedere dopo aver ripetuto più volte una formula, ma dà nuova linfa musicale ed espressiva alla sua musica; ancor meno oscuro dei due precedenti lavori, il connubio con Sunn O))) libera in un certo senso le atmosfere chiuse e oppressive del Nostro”. La storia della collaborazione tra il cantante e la drone metal band scandinava risale al 2008 durante le session di Alice di quest’ultimi, brano poi inserito nell’album Monoliths & Dimensions e in cui avrebbero voluto la sua voce. Walker si è fatto vivo con i Sunn o))) cinque anni più tardi, nel 2013, suggerendo una collaborazione più strutturata e proponendo materiale scritto appositamente per il progetto.

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