She & Him (US)

Biografia

She & Him sono un duo che unisce la versatilità prorompente e bizzarra dell’attrice Zooey Deschanel e la garbata attitudine per le melodie radiofoniche di Matthew Ward. In bilico tra mainstream arguto e propensione “alternativa”, Zooey sembra voler incarnare la perfetta contro-musa degli anni Zero, bella ma non fatale, problematica ma scafata. In questo senso, l’accoppiata con M. Ward – considerato uno dei più interessanti interpreti del folk ibrido fin dal sophomore End Of Amnesia (2001) – obbedisce ad una scelta estetica volutamente borderline, dove il totale è maggiore della semplice somma tra fenomenologia pop e qualità “indie”. Volume One del 2008 mette in fila una collana di pezzi nostalgici scritti da Zooey e arrangiati da Ward, cone videnti riferimenti a Zombies, Ronettes e persino al country di classe di una Dusty Springfield, concedendosi il lusso di due cover come You Really Got A Hold On Me di Smokey Robinson e I Should Have Known Better dei Beatles. La Deschanel si rivela vocalist duttile e cristallina, adeguatissima ad un repertorio che rimanda ai siparietti allusivi di un’altra coppia sulla carta improbabile come Campbell & Lanegan. Come scrive Antonio Puglia in sede di recensione, “She & Him resta sostanzialmente un (bel) gioco, che riesce miracolosamente a non cadere nel lezioso, pur accarezzandolo – e accarezzandoci – con malizia“.

Due anni più tardi arriva un (inevitabile) Volume Two che segue in tutto e per tutto la falsariga dell’esordio, aumentando il tasso di consapevolezza e padronanza dei mezzi. C’è ancora Zooey alla scrittura e ci sono ancora due cover (Ridin’ In My CarNRBQ e Gonna Get Along Without You NowSkeeter Davis); nessuna sorpresa insomma, ma sostanzialmente una riconferma. Scrive infatti Teresa Greco che “il tutto si tiene ancora una volta e per essere qualcosina in più di un side-project funziona bene“. Il richiamo del pop evidentemente doveva condurli anche dalle parti del format natalizio, per cui ecco uscire nel 2011 A Very She & Him Christmas, un esercizio di stile accomodante e retrò come si conviene al genere. Chiosa Marco Boscolo: “Una delle chiavi di lettura del disco è il kitsch, a cominciare dal packaging retrò che si accoppia con berretti di lana rossi e calzettoni natalizi, e che trova nello sdilinquimento pop da Tin Pan Alley di I’ll Be Home At Christmas e Baby It’s Cold Outside i propri apici. L’altra è la vena romantica, romanticismo zuccheroso e dinseyano per famiglie, che contraddistingue il lavoro di cesello con cui ci si mette su Rockin’ Around The Christmas Tree e Blue Christmas“.

Volume 3 arriva nel 2013 paventando un’intesa sempre più rodata ma anche la stanchezza della formula, incapace di procurare ulteriori sorprese se non la presenza tra i credits di un colosso del rock alternativo come Mike Watt. Caramelle pop confezionate con classe, con qualche diversivo (una Together che fa il verso ai Blondie) che non sposta di troppo il centro di gravità della proposta. Come sostiene Antonio Puglia, “tutto è cosi piacevole, aggraziato, adorabile. Insomma, carino. Troppo carino. Come vedere la terza replica della stessa puntata dello stesso telefilm. Il vero problema per Matt e Zooey è che, trasformato il divertissement iniziale in progetto full time, l’adorabile leziosità si è fatta stucchevole difetto“.

Il 2 dicembre 2014, sulla nuova etichetta del duo, Columbia, viene pubblicato Classics, un album di cover tra cui Oh No Not My Baby di Gerry Goffin e Carole King e Stay Awhile di Dusty Springfield. “Il passaggio su major coincide con una raccolta di cover di grandi classici incisa live in studio con l’accompagnamento di un’orchestra di venti elementi diretta da M Ward”, affermiamo in sede di recensione. “Ne esce un album che flirta con garbo nei confronti d’un classic-pop dalle sofisticazioni jazzy e le movenze bluesy patinate doo-wop, manufatti che sfuggono all’imbalsamazione… …nell’idea che qualcosa di magico possa ancora sprigionarsi dalla dimensione del radiofonico”.

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