Sonic Youth (US)

Biografia

La band indie rock americana più originale e influente degli anni ’80 si forma nella New York underground del punk e soprattutto della no wave. Più che tra i gruppi del Lower East Side immortalati nella compilation No New York – anche se il chitarrismo ritmico percussivo e atonale di Mars, DNA o Teenage Jesus and Jerks rimane una pietra angolare per loro sviluppo del loro sound – i Sonic Youth trovano le proprie radici nell’ambiente di SoHo, dove si respira un clima di contaminazione tra il linguaggio del rock, l’avanguardia musicale, le arti visive e la cultura pop. È qui che musicisti come Rhys Chatham e Glenn Branca creano un ibrido tra musica colta e rock, sfruttando le capacità espressive delle chitarre elettriche in chiave sperimentale.

Thurston Moore (chitarra e voce) crea il primissimo nucleo del quartetto, insieme alla compagna e futura moglie Kim Gordon (basso e voce); è sempre lui che battezza la band con un moniker che rende omaggio a Fred “Sonic” Smith degli Mc5 e al nome Youth, caro agli artisti reggae come Big Youth. Nel 1981, in occasione di un festival in una galleria d’arte, al gruppo si aggiunge per la prima volta Lee Ranaldo (chitarra e voce). Il primo EP, omonimo (1982), prodotto da Glenn Branca, con cui entrambi i chitarristi dei Sonic Youth avranno avuto e avranno modo di collaborare, è l’unico a non prevedere ancora le tipiche accordature fuori standard, che insieme a un lavoro particolarissimo sui timbri e sulle armonie delle chitarre costituirà la base di tutto il successivo repertorio.

Sostituito il primo batterista, Richard Edson, con Bob Bert (futuro Pussy Galore e Chrome Cranks), poi con Jim Sclavunos (ex Teenage Jesus and the Jerks) e di nuovo con Bert, i Sonic Youth pubblicano Confusion Is Sex (1983), da cui traspare una certa influenza dell’hardcore nell’ambito di un suono che sta prendendo forma. Bad Moon Rising (1985) da questo punto di vista è un passo avanti in una direzione più sicura e personale: contiene uno dei brani più celebri del primo periodo, Death Valley 69 (da cui è tratto un video diretto da Richard Kern), insieme a pezzi più lunghi e sfrangiati di cui si apprezza soprattutto la texture chitarristica fatta di armonici, bordoni, feedback ed effetti ottenuti trattando la chitarra come uno strumento a percussione o inserendo cacciaviti e bacchette della batteria a mo’ di “terzo ponte”, per creare timbri e tonalità fuori dal normale.

Nel 1985 a Bob Bert subentra Steve Shelley alla batteria. Con il quartetto base che rimarrà stabile negli anni i Sonic Youth danno alle stampe Evol (1986). Gli accordi rimangono eccentrici e dissonanti, ma le strutture delle canzoni iniziano a diventare più melodiche, limitando i passaggi di puro noise. Uno dei brani simbolo di questo periodo è la pirotecnica Expressway to Yr. Skull, che si distingue sia per una melodia cantabile sia per i cambi di ritmo e le digressioni strumentali. Sister prosegue su questa linea e anzi accentua ancora di più gli elementi melodici e psichedelici (come nel caso dell’iniziale Schizophrenia) dando compattezza al repertorio attraverso la forma canzone. Sulla scia di Sister, Daydream Nation è l’album dei Sonic Youth più brillante e ambizioso del decennio e a detta di molti anche il loro capolavoro assoluto: una pietra miliare del post-punk americano degli anni ’80 al pari di Zen Arcade degli Hüsker Dü e Double Nickels on the Dime dei Minutemen, che lo avevano preceduto sulla via del doppio LP. I Sonic Youth nelle quattro facciate di vinile raggiungono un punto di equilibrio tra i loro aspetti più spigolosi e stranianti e una fluidità e varietà di scrittura che ne attesta la raggiunta maturità, armonizzando un punk rock evoluto e dinamico con la psichedelia, il noise e la classica canzone rock.

I consensi raccolti con Daydream Nation sono il preludio a un accordo con la Geffen; il gruppo accetta la corte di una major ottenendo in cambio la garanzia della propria libertà artistica. Goo (1990) è un album di transizione e alterno nei risultati, anche se alcuni suoi pezzi non avrebbero sfigurato sul disco precedente, anzi. Il dietro le quinte del tour europeo del 1991, in cui i Sonic Youth sono accompagnati tra gli altri da Dinosaur Jr., Babes in Toyland e Nirvana, è immortalato nel documentario The Year Punk Broke. Decisi a dare al loro noise rock una forma più elegante e armonica, i sonici proseguono su questa via in Dirty (1992), un altro doppio LP, brioso quanto diretto e orecchiabile. Se Dirty può essere considerato il loro album più mainstream, Experimental Jet Set Trash and No Star (1994) annulla qualsiasi tentazione del genere flirtando con l’estetica lo-fi che sta prendendo piede nel mondo indipendente. Il successivo Washing Machine (1995) ammorbidisce ulteriormente il suono e non nasconde le venature psichedeliche, che saranno protagoniste anche di A Thousand Leaves (1998). Nel 1996 il gruppo allestisce un proprio studio, l’Echo Canyon; la disponibilità di uno spazio per registrare liberamente influenza la decisione di fondare la Sonic Youth Records, l’etichetta per cui pubblicheranno lavori più sperimentali al di fuori del contratto con la Geffen.

Il 4 luglio 1999 il furgone con l’intera strumentazione della band viene rubato. Senza le chitarre preparate e modificate nel corso di anni per poter suonare i pezzi in un certo modo, il gruppo si trova quasi costretto a cambiare approccio musicale. Il risultato di questo contraccolpo, NYC Ghosts and Flowers, è un disco sottovalutato, il più coraggioso tra quelli pubblicati su Geffen, e risente dell’influenza del post-rock. Con l’ingresso del polistrumentista Jim O’Rourke, Kim Gordon passa (o meglio ritorna) alla chitarra lasciando a lui il basso. Se Murray Street del 2002 recupera al contrario l’aspetto più melodico e classicamente rock, Sonic Nurse (2004) rende omaggio ai capostipiti del sound tipico di New York come Velvet Underground e Television. I Sonic Youth tornano in quattro per Rather Ripped (2006), un disco di orientamento pop che condensa in canzoni lineari le ricerche degli ultimi anni. Lasciata la Geffen, i quattro, a cui si aggiunge l’ex Pavement Mark Ibold al basso, si accasano alla Matador per registrare The Eternal (2009), l’ultimo disco di studio.

Negli ultimi mesi del 2011 la notizia della separazione tra Thurston Moore e Kim Gordon (sposati nel 1984; nel 1993 è nata la loro figlia Coco) pone di fatto la parola fine alla storia del gruppo, anche se l’ultima parola non è detta in via ufficiale. È la stessa Kim a raccontare il clima difficile degli ultimi concerti nel suo libro autobiografico Girl in a Band. Dopo lo sciogliemento Kim Gordon ha fatto parlare di sé con il duo sperimentale Body/Head, Moore e Ranaldo hanno ripreso le rispettive carriere soliste, e Steve Shelley ha suonato brevemente con i Disappears.

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