Soundgarden (US)

Biografia

Tra le band più influenti della scena di Seattle assieme a Pearl Jam, Nirvana e Alice in Chains, i Soundgarden, guidati dal carismatico cantante Chris Cornell, hanno rinnovato il mondo dell’hard rock, innervandolo di punk, metal e – in un secondo momento – di psichedelia, ridefinendo il concetto, spesso stereotipato, di grunge. Il gruppo, formatosi nel 1984, sceglie il proprio nome ispirandosi ad una scultura di Douglas Hollis situata presso il Magnuson Park di Seattle e intitolata, appunto, A Sound Garden. Questa installazione, composta da una serie di strutture metalliche e definita dal chitarrista Kim Thayil “sublime e squallida allo stesso tempo”, con il vento sembra ricreare gli stessi feedback presenti tra i solchi dei dischi della band.

Terminata l’esperienza negli Shemps (il primo nucleo del gruppo fondato nel 1982) Cornell – allora seduto dietro le pelli della batteria – e Hiro Yamamoto al basso ingaggiano il chitarrista Kim Thayil e il nuovo drummer Scott Sundquist, innesto che permette a Cornell di concentrarsi esclusivamente sul ruolo di frontman. Nel 1986, due anni dopo il suo ingresso, Sundquist viene rimpiazzato da Matt Cameron, giusto in tempo per il debutto di Nothing to Say e Hunted Down, tra l’altro primo singolo della Sub Pop, label legata a doppio filo alla scena di Seattle e al movimento grunge. Nel 1987 esce l’EP d’esordio della band, Screaming Life, il cui titolo viene scelto dopo aver scartato, prudentemente, l’altro titolo in ballottaggio, ovvero Total Fucking Godhead. Fopp (agosto 1988), prodotto da Steve Fisk e registrato al Moore di Seattle, è il secondo demo licenziato da Sub Pop. Entrambi i lavori sono stati ristampati nel 2013 e rimasterizzati da Jack Endino; tra i brani della reiussue anche Sub Pop Rock City, originariamente uscita nella compilation Sub Pop 2000.

Nel 1988 esce il primo LP per SST Records, dalle tinte heavy e intitolato Ultramega Ok, in cui spiccano Flower e Beyond The Wheel. Un anno dopo i Soundgarden abbandonano il mondo delle label indie ed esordiscono su major (A&M) con Louder Than Love, disco anticipato dal singolo Loud Love. In questo periodo, archiviati i primi impegni promozionali, Yamamoto getta la spugna per dedicarsi ad altri progetti e viene sostituito per il tour dall’ex Nirvana, Jason Everman, rimpiazzato a sua volta da Ben Shepered. L’anno successivo esce quello che – da molti – è considerato il vero capolavoro della band, Badmothorfinger.

Acclamato da pubblico e critica, l’album ha in Jesus Christ Pose (sei minuti aperti dal drumming ossessivo di Cameron), Outshined e Rusty Cage i brani più famosi, immancabili nelle scalette dei vari concerti dal vivo da lì in avanti. Nelle parole di Thayil, Badmotorfinger è “la lettura di un romanzo di un uomo in conflitto con sé stesso, con la società, o con il governo, o con l’economia, o la famiglia o qualsiasi altra cosa“. Nello stesso periodo prende vita la prima collaborazione con un’altra band fulcro dell’alternative americano: assieme ai Pearl Jam, prossimi a pubblicare Ten, Matt Cameron e Cornell realizzano il supergruppo Temple of The Dog (prodotto da Rick Parsar, sempre per A&M records), un tributo ad Andrew Wood, il cantante dei Mother Love Bone morto per overdose e rimpiazzato proprio da Vedder. Il disco diventerà oggetto di culto per i fan delle rispettive band, con una serie di canzoni composte da Cornell in segno di amicizia per l’amico scomparso. Seasons, una nuova composizione del cantante, stavolta acustica, esce nel 1992 nella colonna sonora di Singles (film del regista Cameron Crowe, che non convince la critica) in cui compare anche Birth Ritual dei Soundgarden.

L’otto marzo 1994 esce il bestseller del gruppo. Superunknown, prodotto da Micheal Beinhorn e mixato da Brendan O’Brien tra Seattle e gli Electric Lady Studios di NY, è un record continuo: 5 volte disco di platino, 3 milioni di copie vendute e 2 Grammy vinti (Best metal performance per Spoonman e Miglior performance hard rock per Black Hole Sun). Proprio Black Hole Sun, forte di ripetuti passaggi su MTV, diventerà il loro brano più famoso; alle indubbie qualità del pezzo, si aggiunge ulteriore spessore grazie al video di Howard Greenhalgh, feroce critica alla middle class americana. La band inizia un tour estenuante: l’eccessivo sforzo costringe Cornell a diradare i concerti in programma, posticipando alcune date alla fine del 1994. Down on The Upside, uscito due anni dopo, è il capitolo conclusivo del primo tempo in casa Soundgarden: il gruppo decide di contare esclusivamente sulle proprie forze per produrre l’album, uscito il 29 maggio 1996. Saranno quattro i singoli estratti: Pretty Nose, Blow The Outside World, Burden in My Hand e Ty Cobb. La pressione del successivo tour scatena un effetto domino in seno alla formazione di Seattle: il 9 febbraio 1997 Shepherd scaglia il suo basso a terra e abbandona il palco polemicamente, ennesima prova dei frequenti contrasti tra i musicisti. Il 9 aprile l’annuncio dello scioglimento. “Siamo stati schiacciati dal successo” avrebbe detto Cameron interpellato sulla fine della band. Nei dodici anni di stand by – un silenzio assordante interrotto solo da A-Sides, la raccolta del 1997 – ogni membro della band intraprende diversi progetti: Cameron entra nei Pearl Jam (dal tour di Yield del 1998), Cornell avvia una carriera solista dalle alterne fortune, più low profile e underground le avventure in solitaria di Thayil e Shepered.

La pausa di 12 anni è finita ed è ora di ricominciare la scuola. I Cavalieri della tavola del suono sono tornati!” Con questo tweet, il 1° gennaio 2010, Chris Cornell annuncia al mondo il ritorno dei Soundgarden, evento epocale, dopo anni di smentite e vibranti rifiuti alle – sempre più frequenti – domande rivolte al cantante dai giornalisti circa la reunion del gruppo di Seattle. A completare l’operazione, il 16 aprile 2010 ha luogo un secret gig allo Showbox di Seattle, sotto l’anagramma Nude Dragons. Nello stesso anno esce la retrospettiva Telephantasm, una ricca testimonianza dei 12 anni di carriera dei Soundgarden con l’inedito Black Rain, outtake risalente ai tempi di Badmotorfinger (ancora Thayil: “è una gemma che non abbiamo mai completato durante le vecchie sessions, era stata persa e quasi dimenticata fino a quando non l’ho ritrovata, ultimata e riarrangiata”). Inoltre esce anche il Live on I-5, istantanea dal vivo del tour del 1996 (arricchita dalle cover di Helter Skelter dei Beatles e di Search and Destroy degli Stooges).

Nel 2012 viene pubblicato il primo disco di inediti post reunion, King Animal, prodotto da Adam Kasper, che vende negli Stati Uniti 83.000 copie ad una settimana dall’uscita: tre i singoli estratti, Been Away To Long, Halfway There e By Crooked Steps (il cui video è stato diretto da Dave Grohl). Headliner al Lollapalooza e nei principali festival in tutto il mondo, i Soundgarden tornano in Italia il 2 luglio 2014 presso il Castello Scaligero di Villafranca a Verona, nell’unica data italiana.

Leggi tutto

Altre notizie suggerite