Speedy Ortiz (US)

Biografia

Inizia tutto con un computer e un campo estivo, con una ragazza che insegna musica e nelle pause registra le sue canzoni. È così che Sadie Dupuis comincia involontariamente a mettere in moto gli ingranaggi che porteranno più tardi alla nascita degli Speedy Ortiz. La ragazza ha fatto già uscire due dischi con la sua band, i Quilty, tramite Cooling Pie Records, ma questa parentesi si chiuderà per lasciare spazio ad un nuovo progetto che troverà in un equilibrio tra garage Novanta, noise e power pop, il proprio setting ideale. In pratica, la formazione della Dupuis è un combo più graffiante di Curtney Barnett e meno ruvido dei Metz e il suo contesto di riferimento si configura idealmente su territori cari ai Pavement e ai Sonic Youth, tra chitarroni, fuzz, esplosioni di sound e un continuo flirt col pop, assieme a venature grunge e sterzate folk.

Arrivano così due EP (Cop Kicker, Sports) ma soprattutto un disco, Major Arcana (2013), che lancia la band del Massachussets. Il disagio giovanile filtrato da atmosfere di matrice alternative statunitense degli anni ’90 è il nucleo attorno al quale orbita la produzione di Justin Pizzoferrato (Dinosaur Jr e Sonic Youth). I testi seguono alla perfezione il mood dei brani, tanto che il verso “and though I once said/ I was better off just being dead” sa di manifesto generazionale. Il batterista della band, Mike Falcone, con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola via mail in occasione del tour italiano nell’autunno del 2015, ci confida di riconoscersi al 100% in questa frase. Dopo le risposte positive degli addetti ai lavori, come ricorda Falcone, arrivano 200 live in un anno e la release dell’EP Real Hair.

A questo punto l’attesa cresce e gli Speedy Ortiz hanno già le idee chiare sul nuovo disco ma poco materiale; Foil Deer infatti è perfettamente complementare al suo predecessore. Il sound rimane pressoché identico, tanto che la band afferma che «pochissime canzoni apparse su Foil Deer sono state suonate o registrate come demo prima dell’estate 2014. Good Neck doveva essere la canzone iniziale di Major Arcana, nei soundcheck dello scorso tour Sadie suonicchiava già quello che sarebbe poi diventato Mr. Difficult. Avevamo già suonato The Graduates alla MIT University nel maggio 2014. Ma oltre a questo, non avevamo nulla per le mani».

Foil Deer viene pubblicato nel maggio 2015 ma il risultato è un disco che, come scrive Enrica Selvini, «non riesce a superare il precedente lavoro, fresco e a tratti sorprendente, lasciando gli Speedy Ortiz al loro status di piccolo oggetto di culto per i soli devoti del genere».

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