Thegiornalisti (IT)

Biografia

Un’estate italiana

Ci sono canzoni scritte per essere ascoltate. Altre per essere ballate o suonate. Altre ancora per esser cantate. La differenza dipende dalla vocazione dell’autore. Oppure dall’intenzione cosciente dell’artista di intraprendere un percorso. O da qualcosa che si evolve nel subconscio dello stesso. Ad esempio, i Thegiornalisti camuffavano le loro canzoni con un’attitudine lo-fi, ma altro non erano che canzoni italianissime. Da Sanremo. O meglio, da Festivalbar. Ecco, lì i cori e gli inni della band di Tommaso Paradiso sarebbero stati nel loro habitat. Peccato per il ritardo.

Il nome è volutamente strambo: si rifà alla semplicità della scrittura, perché i testi sono facili da comprendere proprio come l’articolo di un quotidiano

La storia del gruppo comincia con una dissoluzione. O meglio, con più divisioni. Le formazioni di cui fanno parte Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella, Marco Primavera ed Emanuele Guidoboni si sciolgono. I ragazzi si lasciano, e pure male. Sono storie musicali che non funzionano, che non vanno a tempo, che non portano a nulla. Ma queste band cessano di esistere per darne vita a un’altra. I Thegiornalisti nascono dalle ceneri altrui e si formano sul finire degli anni ’10 a Roma. Il nome è volutamente strambo: si rifà alla semplicità della scrittura, perché i testi sono facili da comprendere proprio come l’articolo di un quotidiano. E poi non passa certo inosservato. Con Paradiso ai testi e alla chitarra, Musella alla chitarra solista, Primavera alla batteria e Guidoboni al basso, la formazione dà alle stampe il suo primo album. Vol.1 è un concentrato di melodie Sixties e finiture di chitarra elettrica. Il lavoro viene accolto positivamente un po’ ovunque, malgrado manchi di un lavoro attento di post-produzione. Probabilmente perché si fregia di un atteggiamento volutamente lo-fi. Ma dietro l’apparenza, c’è altro. Su queste pagine, Fabrizio Zampighi notava come “dietro l’aspetto stiloso e il sound Strokes-oriented dei romani Thegiornalisti potrebbe nascondersi altro”, riferendosi ai riferimenti cantautorali che spaziano tra Battisti, Ivan Graziani e i Lunapop. A guidare questa traccia c’è la scrittura, come indica la penna Bic esibita sulla cover di Vol.1. Tommaso Paradiso è la mente della band. Cresciuto con Venditti, Vasco Rossi e Dalla, è un ragazzo che all’amore per il cantautorato affianca quello per il brit-pop e l’indie-rock del 2000.

Il gruppo comincia ad essere affibbiato di retromania. “Non è che guardiamo al passato, siamo solo incollati alle cose che riteniamo migliori”, replica Paradiso

I Thegiornalisti cominciano a macinare date a bordo del loro furgone, chiamato sarcasticamente Thefurgone. Sono questi i giorni della trovata enogastronomica che renderà il tour più piacevole. Sul loro blog i quattro cominciano a recensire i posti dove vengono accolti. Dove dormono e come dormono. Dove mangiano e come mangiano. Dove bevono e come bevono. La Thetattica dei Thegiornalisti funziona: ovunque vadano vengono trattati da signori. A conferma di come il gruppo non manchi di creatività, arriva qualche tempo dopo un’altra trovata. Sulla loro pagina Facebook i Thegiornalisti lanciano 40 dissing verso 40 diversi colleghi della (cosiddetta) scena indie. Tanto per fare qualche esempio: “Agnelli scrive delle canzoni così brutte che deve cambiare pettinatura ogni 2 mesi per far parlare di sé”. Oppure: “I Cani c’hanno l’unico frontman che ai concerti non scopa”. E anche: “Dente ammorba pure sua madre”. Ancora: “Le luci della centrale elettrica ha creato una generazione di mostri analfabeti”. E infine: “I Thegiornalisti sono dei rosiconi che si credono meglio dei Beatles ma in realtà sono al loro stesso livello”. Un’idea tanto per farsi un po’ di pubblicità prima dell’uscita del Vol.2. Nel 2012, invece, arriva Vecchio. “Un album italiano che suona inglese”, secondo loro. Gli anni ’60 e le sei corde continuano a dettare la linea, ma le melodie si spostano ancora di più verso il cantautorato. Insieme alla tradizione italiana, i Thegiornalisti assecondano la nuova onda indie-Libertines con l’intenzione di assemblarla all’eredità dei Beatles. Non a caso il lavoro viene registrato agli studi di Abbey Road di Londra. Il senso del titolo è quello di un mondo che si scopre Vecchio continuando a masticare le mode e le manie del passato. Il gruppo comincia ad essere affibbiato di retromania. “Non è che guardiamo al passato, siamo solo incollati alle cose che riteniamo migliori”, replica Paradiso. Ma le critiche al carattere (volutamente, si potrebbe aggiungere) citazionista della band aumentano con Fuoricampo.

L’album esce nell’ottobre del 2014 ed è il salto in alto della band. Viene anticipato dal singolo Promiscuità e da un vero e proprio manifesto creativo. Il lavoro è per la band un “tornare alle origini senza sprechi di tempo senza vergogna, immersi dalla testa ai piedi in quella cultura pop in cui siamo cresciuti”. Fuoricampo è, come sottolineato su SA da Nino Ciglio: “un disco di svolta, perché stravolge lo stile chitarristico e strokesiano, in piena devozione ai Sixties o, se volete, ai 00s, dei Libertines. Fuoricampo è il regno del synthpop, quello magniloquente e ingombrante degli anni ’80, quando tutti si giocava coi capelli cotonati e le tastiere Roland”. La produzione viene affidata a Matteo Cantaluppi e il risultato va parafrasando (secondo alcuni, imitando) Dalla e Carboni, Venditti e gli Stadio. Solo con più melassa. A tratti ricorda anche Future Island e Beach House. L’album è un successo e i Thegiornalisti (al basso si avvicenda il turnista Gabriele Blandamura, aka Mai Stato Altrove) passano i due anni successivi in una fortunata tournée che li avvicina a un pubblico sempre più vasto. A sua volta Tommaso Paradiso comincia ad assumere i tratti del nuovo romantico italiano, del cantautore tutto spleen e vino rosso, tutto tweet e parole d’amore. Il nuovo fidanzato d’Italia esaudisce anche il sogno di collaborare con uno dei suoi idoli. Nell’agosto del 2015 Luca Carboni pubblica Luca Lo Stesso, fortunato singolo di Pop-Up scritto insieme a Dario Faini e allo stesso Paradiso. È solo la prima di tante importanti collaborazioni. L’anno successivo il cantante porta per intero l’album Bollicine sul palco del Mi Ami (festival della sempre “cosiddetta” musica indie o alternativa italiana). La scelta di risuonare per intero l’album del 1983 di Vasco Rossi è anche un segno per il prossimo lavoro del gruppo. Tre singoli (Tra la strada e le stelle, Il tuo maglione mio, Completamente) anticipano l’uscita di un lavoro che dal rocker di Zocca sarà fortemente influenzato

Le tracce parlano di amore, di sesso, di notti a bere e di giornate al mare, di maturità e di un’ansia di vivere intesa come ricerca ed esperienza di un entusiasmo da rincorrere ai bordi della malinconia

Il successo è immediato. Se Fuoricampo era un prontuario di accordi della canzone italiana, Completamente Sold Out è un vero e proprio karaoke. Le tracce parlano di amore, di sesso, di notti a bere e di giornate al mare, di maturità e di un’ansia di vivere intesa come ricerca ed esperienza di un entusiasmo da rincorrere ai bordi della malinconia. L’album esce il 21 ottobre del 2016 e i Thegiornalisti escono definitivamente dalla nicchia. Anzi, entrano in heavy rotation in tutte le radio e vanno a Quelli che il calcio e a Che tempo che fa. Ma soprattutto riempiono i club di tutta Italia. Paradiso collabora anche alla potenziale hit estiva Pamplona nell’album Fenomeno di Fabri Fibra, ma da interprete del ritornello scritto dal rapper, da Dario Faini e da Davide Petrella. Una novità per lui che è stato diverse volte criticato per la sua intonazione. Nell’aprile del 2017, poco prima dei concerti al Palalottomatica di Roma e al Mediolanum Forum di Milano, il gruppo pubblica un nuovo inedito in rete. Senza è una smielata canzone di non-amore nel segno del disco appena uscito. È la parola “fine” su una storia ormai andata. Segue un mese più tardi Caderci Mai Più, l’ultima goccia di passione che zampilla di notte dalla pagina Fb della band. Improvvisamente, come con altri inediti era accaduto in passato. Come anticipato in un’intervista a Fanpage, in estate dovrebbe uscirne un altro allo stesso modo. Poi, chissà, potrebbe essere finalmente il turno di una collaborazione con Vasco Rossi. Oppure con i Baci Perugina.

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