Yello

Biografia

Gruppo di musica elettronica svizzero formato nel 1978 dai musicisti Carlos Perón (fino al 1983) e Boris Blank e dal cantante Dieter Meier. Nel 1980, Solid Pleasure, il loro album d’esordio per la Ralph Records li rivelò come una delle più significative realtà europee negli ambiti del synth-pop, della new wave e per una strana formula di techno ante litteram poi sviluppata nei successivi Claro Que Si e You Gotta Say Yes To Another Excess. Nell’85, il singolo Oh Yeah contenuto in Stella, diventerà uno dei loro maggiori successi internazionali. Nell’88, con Flag, sarà la volta di The Race, altro insospettabile successo di classifica, a evidenziare uno stile originale ma non ostico, improntato sul cantato/recitato di Meier in abbinata agli efficaci campionamenti di Blank (F. Bordignon – * vedi nota in calce).

1978: Blank, compositore autodidatta di origini russe (nato a Zurigo nel 1952) è alle prese con sperimentazioni di musica concreta tutte casalinghe, quando s’imbatte in Carlos Perón (anche lui zurighese e coetaneo); i due pensano di unire le proprie esigenze creative sotto un unico vessillo. Con l’assunzione di Meier (anche lui di Zurigo, ma del 1945) come cantante e paroliere, gli Yello sono ufficialmente nati. Due settimane più tardi il primo live è un piccolo trionfo. Il nome del gruppo si consolida in Svizzera e, complice un viaggio negli States, ci scappa pure un contratto con la leggendaria Ralph Records dei Residents.

Solid Pleasure (1980) può considerarsi la summa di ciò che seguirà. I singoli BimboBostich delineano una formula di elettronica debitrice ai Kraftwerk di The Man-Machine e ai Rez di Duck Stab/Buster & Glen ma c’è dell’altro. Innanzitutto il cantato/recitato di Meier, esibizione di timbrica polverosa e tonalità bassa fino alla parodia. Il Nostro si atteggia a crooner futurista, abile in scioglilingua da capogiro e voltafaccia nell’universo allora larvale dei disco-vocalist. Poi le liriche, o meglio, le coordinate dell’immaginario Yello: trattandosi di uno svizzero che scrive in inglese non ci si aspettano voli pindarici nelle complessità del linguaggio. I testi sono funzionali alle strutture ritmiche, minimali e iterati. Magari si tratta di espliciti riferimenti al ballo o all’amore, ma qualche bizzarria finisce sempre per conferire all’atmosfera generale un sapore esotico o surreale. Va aggiunta una considerazione: l’ecletticità nelle strutture musicali. Ogni angolo di Solid Pleasure contiene dettagli provenienti da generi tra loro distanti, combinati con l’abilità formale di Perón e l’orecchio assoluto di Blank. Sapori sixties oppure noir in Night Flanger; Tangerine Dream post mortem in Magneto; un grand guignol di urla in Assistant’s Cry; reggae robotico in Rock StopCoast Polka richiama inconsapevolmente certe meravigliose tessiture di Bruce Haack e la strumentale Stanztrigger dipinge una frenesia disumana attraverso distorsioni, poliritmie e un campionario di effetti da far girare la testa.

Claro Que Si (Ralph, 1981) mette a fuoco un synth pop imprevedibile e oscuro (Take It All, She’s Got A Gun) con citazioni colte in rap bianchi (Ballet Mecanique) e aperture all’oriente in salsa Giorgio Moroder e Martin Rev solista (Quad El Habib). Si respira una maggiore continuità rispetto al lavoro precedente, unita a una sintesi che coniuga sottili intuizioni a momenti di forte impatto (Homer Hossa). You Gotta Say Yes To Another Excess (Vertigo, 1983) si fa più immediato (I Love YouLost Again), risultando una raccolta di body music più cerebrale che altro, nella quale abbondano raffinatezze quali Crash Dance e Pumping Velvet. Swing, music hall, sapori etnici: un melting pot reso possibile dall’apertura agli strumenti del rock. Poi Perón fiuta la commercializzazione e taglia la corda per risorgere anni più tardi nei panni bislacchi di “Papa della fetish music”. La seconda vita degli Yello come duo punta sulla bastardizzazione nell’arte del sampling, con risultati dapprima eccelsi e poi sempre meno entusiasmanti.

Stella (Mercury, 1985) contiene la geniale super hit Oh Yeah: tappeto ritmico ballabile ma non scontato e il campionamento della voce di Meier abbassata di tonalità che recita uno spassoso “Oh siiì”. Il resto espone lodevoli stranezze (Stalakdrama, Koladi-Ola), piacevoli conferme (Desire) ma nessuna meraviglia. One Second (Mercury, ‘87) viene ricordato per l’interpretazione di Shirley Bassey (celebre per il brano Goldfinger nell’omonimo film della saga james bondiana) in The Rhythm Divine e per la definitiva manierizzazione verso un sound disco europeo nell’approccio e latino nelle contaminazioni. Neanche la voce miracolosa dell’Associates Billy Mackenzie in Moon On Ice potrà spostare di molto il favore della critica.

Pur rifuggendo le generalizzazioni Flag (Mercury, 1988) è l’album del successo commerciale con la hit The Race (d-evoluzione di Bostich), pappa pronta per DJ, alcuni dei quali pagheranno tributo nella raccolta di remix Hands On Yello (Motor, 1995), che include i nomi illustri di Orb, Moby e Carl Craig. Baby (Mercury, 1991) propone il solito formato per elettronica e vocalist, con spassosi campionamenti e poco altro. Zebra (4th & Broadway, 1994) e Pocket Universe (Polygram, 1997) possono poco o nulla contro la ribalta dei nuovi talenti dell’elettronica nineties e, in questo contesto di estro collettivo, la proposta Yello suona più vicina a un fenomeno senza pretese alla Scatman John che non alle giovani leve del rinnovamento elettronico. Motion Picture (Mercury, 1999) sembra risalire la china con composizioni più ispirate, un buon compromesso tra gli Yello che furono e quelli di un probabile restyling (al solito techno, house e dance in forme ora estrose, ora nuovamente insapori). Una buona occasione viene sprecata in Eccentrix Remixes (Polygram, 2003) poiché Blank re-impasta il materiale storico con troppo garbo. The Eye (Universal, 2003) dimostra di aver metabolizzato jungle e chill out in un pugno di brani intelligenti e godibili, tra tutti Planet Dada, Hipster’s Day e Star Breath.

Nel 2007 il minialbum Progress And Perfection viene distribuito solo in occasione di eventi speciali organizzati dalla casa automobilistica Audi (la collaborazione con il gruppo Volkswagen parte dal 2000, per il lancio della Seat Leon; nel 2012 l’idea del promo in edizione limitata viene riproposta per il lancio della Golf 7). Nel 2009 esce per Polydor l’album Touch, tra le prove più riuscite e godibili della seconda fase Yello, quella cioè nella quale un artista, delineata l’originalità del suo stile, trascorre le ore rimanenti della propria creatività ricamandoci attorno ghirigori a forma di variazioni” (F. Bordignon).

Per un certo periodo le strade dei due Yello si dividono, senza mai perdersi di vista. Dieter Meier, dopo la prescindibile collaborazione con il DJ svizzero Robi Insinna aka Headman per la traccia Gimme (2009), riemerge nel 2011 per una retrospettiva dei suoi lavori concettuali Works 1968-2011 and the Yello Years (per l’occasione viene pubblicato un DVD con tre suoi film sperimentali e quattro tra i video Yello da lui diretti – una collezione più completa dei video era stata allegata l’anno prima all’antologia Yello By Yello, la migliore tra le tante raccolte uscite nel corso degli anni) e per una serie di live show solisti (accompagnato da due giovani jazzisti svizzeri alla chitarra e al violino), dove il lato dell’intrattenitore crooner emerge e convince. Frutto discografico degli spettacoli che Meier ha portato avanti nel tempo, l’album Out Of Chaos esce nell’aprile del 2014. Boris Blank, nel frattempo, monetizza l’expertise nel sound design lavorando per la library label Extreme Music, producendo musica a scopi di licencing sotto il nome Avant Garden, e realizzando nel 2013 insieme allo svedese Håkan Lidbo la app Yellofier, software che permette di manipolare e sequenziare suoni in maniera semplice e divertente. Nel 2014 Blank compone e produce l’elegante album Convergence (Universal, 2014) firmandolo insieme a Malia, chanteuse jazz londinese originaria del Malawi, e pubblica in edizione limitata (a seguito di una campagna Kickstarter) il cofanetto Electrified, collezione di una quarantina di tracce tratte dall’archivio di una vita e comprendente, oltre a versioni di materiale Avant Garden, una serie di brani elettronici del periodo pionieristico fine anni Settanta.

Nel maggio del 2016 viene annunciato il ritorno degli Yello, con un album in uscita il 30 settembre (Toy) e una serie di concerti a Berlino alla fine di ottobre.

 

* Il primo capoverso introduttivo costituiva la prima sintetica versione della nota biografica scritta da Filippo Bordignon, autore anche dell’articolo del 2007 Body music per baffi e cervello (contenente un’interessante intervista a Dieter Meier) dal quale sono stati qui riportati i commenti relativi alla produzione degli Yello fino al 2003.

Leggi tutto

Altre notizie suggerite