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Torna Frequenze Disturbate a Urbino... Nuovi video per Verve, Brendan Canning e Baustelle... Nuovi album per Sea and Cake, Giant Sand e Lee Scratch Perry... Uscita solista per Conor Oberst in agosto... A ottobre il nuovo di Marissa Nadler... A settembre i Mogwai con un EP e un disco..
...aggiunte il 13 luglio
...aggiunte il 6 luglio
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Classic Album Revisited
Rivelazioni col cuore in mano di chi al terzo album va incontro all’età adulta. E’ un mondo al solito “sad and beautiful” da perdercisi dentro, questo, e pertanto facciamolo per l’ennesima volta.
Una cornice adeguata nel cuore di Firenze e gli islandesi col loro corredo di sogni epici, esotismo misterioso, angelica potenza, romanticismo fanciullesco e quant'altro. Il resoconto tra luci ed ombre della data toscana.
Il soul è la moda del momento. Mark Ronson, Gnars Barkley, Amy Winehouse, Duffy; e i grandi nomi continuano a farsi sentire, celebrando il proprio mito a suon di collaborazioni eccellenti. Ma che fine hanno fatto passione e innovazione?
Mentre un nero ha buone possibilità di sedersi in Campidoglio, disimpegno e autoreferenzialità parrebbero regnare tra i portavoce musicali di chi lottò decenni fa. Parrebbero, perché a giudicare dal terzo disco di Erykah Badu e dalla riconferma dei Roots, forse ci sbagliamo…
Un pop strapazzato folk-rock con influssi cantautoriali ed electro descrive le frequenze emotive dei Numero 6 di Michele Bitossi, tornati con un EP che vede ospite Will Oldham, anticipo di un prossimo disco.
Un gruppo dell’Alabama si cimenta nel tentativo di far rivivere i suoni della New York del punk senza far sbadigliare gli ascoltatori. Un sorprendente album figlio di Talking Heads, Modern Lovers e Violent Femmes, un successo al quale manca solo un pubblico di innamorati pazzi per essere un trionfo.
Incrocio apparentemente dissonante di storie di differenti esistenze, tutte a loro modo problematiche. Uno spaccato di vita italiana, tra alta borghesia delle colline torinesi, immigrati rumeni e piccola delinquenza locale.
Il caso "Redacted", l'ultimo film di De Palma uscito direttamente in pay tv. L'America ancora alle prese con la guerra in Iraq e le sue mille censure politiche.
Tra qualche perplessità, molte soddisfazioni, una lezione di qualità acustica e alcune cose indimenticabili, ecco il resoconto di SA della maratona Primavera Sound 2008.
In questo numero di We Are Demo: Celestino Telera, Waines, .nebbia, Caravan Spleen, MMMF, Explain, Fuyu.
Sentita interpretazione artistico-letteraria delle canzoni scritte dal gruppo inglese. Il sentire soggettivo di ognuno dei ventuno autori fa del libro un’opera varia, eterogenea per stile, contenuto e approccio emotivo.
Un film complesso che racconta una storia molto semplice. Un docu-fiction ormai quasi dimenticato, ma che ai suoi tempi fu molto discusso, diventando motivo d’influenze e citazioni.
Samson Et Dalila di Saint-Saens ha chiuso un’ interessante stagione lirica del Comunale di Bologna. Al Teatro Manzoni Roberto Abbado interpreta la Prima Sinfonia di Gustav Mahler con la direzione dell’Orchestra del Comunale.
C’è da rimanerci: mpb, afro-beat e calypso. Quel look da zingaro. L’aria severa come solo i bonaccioni. Pablo Díaz-Reixa si firma El Guincho e firma Alegranza. Las Ramblas come interfaccia sul mondo, quello latino e sanguemisto.
Sono in tre e vengono da Portland, città che non smette di produrre talenti (Jackie-O Motherfucker e Rollerball, su tutti). Ma psichedelia onirica e/ weird-pop non c’entrano in questo caso. Con le tre New Bloods ci si avventura in territori avant-punk.
Electroacusticità downtempo mista a spoken soul, con voce ‘bossa oriented’ che ammicca alla mai dimenticata Sade. Una giovane cantante svedese che ci ricorda che tutto è ancora possibile.
Una recente doppia serie di ristampe ci offre l’occasione di tornare a ragionare sui tanti Battiato, sulla loro collocazione nell’oggi e su quei famigerati anni Ottanta così nuovamente in voga. Più domande che risposte, come ci aspettavamo da questo mutevole enigma.
Un concerto dei risorti My Bloody Valentine non è soltanto un evento; è un’esperienza sconvolgente, traumatizzante ed esaltante assieme. In esclusiva, il nostro report di una delle cinque date alla Roundhouse di Londra.
Due giorni votati al “culto” radiohediano, due diverse angolazioni, anche atmosferiche e di mood, per il doppio concerto che la band inglese ha tenuto a Milano all' Arena Civica.
.“L’idea di sciogliersi è venuta a troppi pochi gruppi. E spesso a quelli sbagliati”, diceva Steve Albini. A volte, però, lo scioglimento di una band - i Black Eyes - può portare nuovi ed inaspettati frutti, soprattutto nel calderone in continuo fermento che è l’american underground.
Ricapitoliamo la storia di Santi White. Dagli esordi come voce degli Stiffed alla reinvenzione della propria carriera come Santogold. La nuova M.I.A.? Errore.
La pubblicazione di un greatest hits e l’annuncio della reunion in programma per il prossimo autunno, ripuntano i fari su un gruppo fin troppo grossolanamente limitato alle sue caratteristiche spassose e divertenti, ignorandone una faccia scura, impegnata e sofferta.
L'aristocrazia del jazz che scende a patti con le frange più rivoluzionarie: una socialdemocrazia in cui libertà, uguaglianza e fratellanza non sono altro che note di pianoforte e singhiozzi di contrabbasso immolati sull'altare del ritmo.
Da talento precoce a debuttante tardiva, come se tra il sentirsi ed il fare passassero mille turbamenti esistenziali. Quindi, prima di tutto: disperdere le tracce.
Dagli Ottanta passando per i Cinquanta e i Sessanta, il mondo rétro di Jeremy Jay ci appare sospeso e come fuori dal tempo, in un continuo omaggio ai suoi miti. Fra Europa ed America, perché mai scegliere?
Meno superlativi del solito ma consueta e lucida analisi. Julian Cope stende un testo che parla di eroi capelloni e stonati, di musiche selvagge e bikers denudati.
Benvenuti nel mondo della musica senza tempo, della relatività dello scorrere dei minuti, della magia delle “case del sogno”, del suono indeterminato che si fa natura e vive indipendentemente da chi lo ascolta.
Raccontare la genesi di un disco e raccontarsi in un mood di appagato equilibrio artistico e personale. Una piacevole chiacchierata sull’ultimo album e su molto altro con l’americana Shara Worden aka My Brightest Diamond, passata dalle nostre parti per un breve tour promozionale.
Prendono il nome da una “brutta” tragedia di Shakespeare. Hanno vent’anni e un’ottima disinvoltura nell’infilare canzoni veloci ed efficaci. Senza sperticarsi in lodi e in detrazioni, ecco a voi i Titus Andronicus.
Tornata sulle scene dopo il fallimento, la prestigiosa Strut Records è più in forma che mai: abbiamo fatto il punto della situazione col deus ex-machina Quinton Scott, accompagnando le dichiarazioni rilasciateci con una serie di riflessioni, suscitate dall’ascolto di tre recenti e consigliate pubblicazioni.
Partita da un background indie-noise maltrattando le radici, Thalia le ha pian piano fatte rimarginare e modellate in fogge inaudite. Una ragione di vita, il blues, che le scorre nell’anima sgorgando copioso e scuro. Disperato e perciò vivo.