• lug
    01
    2009

Autoprodotto

Detto dell’eclettico pedigree di questo under 25 siracusano nella recensione del precedente The Ep, veniamo al qui presente debutto lungo che scompiglia le carte in tavola ispessendo la vena psych nella quale scorre un estro sempre più denso e frizzantello. Qualcosa che – in un patetico tentativo di farvi capire – ti aspetteresti da una jam non propriamente sobria eppure lucida cui partecipassero Damon Albarn, Syd Barrett, il caro Richard Swift, il smepiterno John Lennon, lo sfuggente quanto amabile M. Ward e – last but not least – quel bel tipino di Morgan.

Rock acidulo, mollezze blues, pop erratico (vedi soprattutto l’ipnosi agra di Spectacle), fanno di questo album un carosello "flessibile" e accorato di situazioni freak, fermo restando uno stile che lambisce l’istrionismo pur obbedendo all’ansia sperimentatrice. Estroso dunque, umbratile, caldo, febbrile, misteriosamente autorevole: lo diresti il fratello maggiore dei più zuzzurelloni Jennifer Gentle, spuntato da una piega ignota dello spaziotempo a miracol mostrare. Cos’altro aggiungere… Evviva?
 

11 agosto 2009
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