• gen
    01
    2004

Album

679

Giovane, carina e occupata….a far ballare la gente, ovviamente. Questo potrebbe essere lo smilzo profilo di Annie, nordica biondo-crinita al debutto dopo un singolo targato 1999, The Greatest Hit, ascoltato e visto da tutti come la versione hi-tech della prima Madonna. Parallelo non campato in aria: il suddetto singolo, infatti, sfrutta il tema di un vecchio hit della ragazza di Detroit (Everybody, dal debutto omonimo) e tutto Anniemal vive in quei luccicanti anni ’80 dominati da eroine dimenticate come Debbie Gibson (teen-idol di Top Of The Pops d’annata), la stessa Madonna e, se vogliamo rimanere nell’underground, out-sider come Cristina (dal catalogo Ze).

Non è tutto rose e fiori però: ben prima del debutto, Anne Lisa Strandberg (questo il vero nome) ha perso il compagno, DJ Erot, e il continuo paragone con Miss Ciccone l’ha costretta ad un ritiro forzato dalle scene, interrotto quando Richard X ascolta, s’innamora e produce il nuovo singolo Chewing Gum. Di lì in avanti le canzoni sono venute di getto, una dietro l’altra e, miracolosamente, una meglio dell’altra. Anniemal è un album da ballare tutto d’un fiato, senza tralasciare nulla. Se le citate The Greatest Hit e Chewing Gum lasciano pochi dubbi a proposito, No Easy Love, ad esempio, è il motivo che Janet Jackson non riuscirà mai a scrivere, la title-track è puro teen-pop disimpegnato e sorridente quanto basta e Come Together farebbe la fortuna del prossimo DJ Kicks di Trevor Jackson. Un disco bello insomma, roba che tra le mani (e le manopole) di Pharrell diventerebbe pura merce Mtv-friendly. Per ora ce la teniamo nel sottosuolo indie, poi chissà…

1 aprile 2004
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