• feb
    01
    2012

Album

Black Candy

Neanche il tempo di digerire Appaloosa Rmx Vol 1, prima portata di remix dal precedente Savana, ed eccoci ad affrontare una generosa porzione di cacciucco elettroisterico a cura dei nostri chef labronici preferiti. I soliti energumeni che impastano e imbastardiscono la ricetta senza ritegno, ferma restando la voglia di sbrigliare l'estro e puntare la barra verso una visione eccitante, pazienza se l'ascoltatore (o il recensore) rischia d'uscirne sconcertato. Anzi. Se manca il senso di una "visione" forte, ingegneristicamente calcolata, poeticamente soppesata, è perché forse non ce n'è bisogno. Questo disco, come sempre la musica dei quattro, è frutto evidente di zuffe da palcoscenico, di cantina messa a ferro e fuoco, aggiustando il tiro, l'alzo e l'angolazione degli incroci.

Psichedelia, elettro-noise, post wave, kraut rock, punk funk, techno minimale: gli ingredienti schiumano, si mimetizzano, sintetizzano sapori e coordinate. Vedi i Gang Of Four sciolti nell'acido krauto di Western, il patchwork avariato The Books di Mazzpower, il parossismo June Of '44 nel vortice poliziesco dei Calibro 35 (o per restare in zona de Le Gorille) di Lulì, i fotogrammi traditional folk soffritti nella mistura robotica stoner di Irish, il miraggio Bollywood tra vampe e spigoli chicagoani di Yuri, gli spasmi robotici seriali tra anfetamine blues di Beet Oven. E via ciarlando. Divertono lasciandoti sul chi vive. Lo scherzo di un dito puntato alla schiena.

6 marzo 2012
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