• ott
    01
    2007

Album

EMI

Il titolo non deve ingannare. Shotter’s Nation che tradotto dallo slang significa “la nazione degli spacciatori”, è il post Down In Albion. Non il capitolo successivo ma un nuovo libro. Un lavoro che si direbbe maturo, forma canzone dentro i ranghi, partiture anche complicate, rifforama e cambi tempo, pulizia formale.

Lasciatosi il claudicante debutto alle spalle assieme ai vecchi tessitori (Mick Jones dei Clash, il discreto Patrick Walden alla chitarra, andatosene nel 2005 per problemi di eroina…), un Pete ripulito intraprende un corso pop punk’n’roll dal restyling molto professional. C’è Stephen Street (Smiths, Blur e Kaiser Chiefs) dietro al desk e si sente, ma c’è un bel buco (e non sul braccio questa volta): Delivery, singolo apripista, tra primi Kinks a un ritornello normalizzato (più coda qualunquista), è modernariato perfetto per l’IPod, non l’hit più o meno generazionale Fuck Forever. In sostanza, il problema dei nuovi Babyshambles sembra proprio un fattore d’attitudine e controllo: suonano con il motore di una macchina appena uscita dal concessionario, quando a guidarla ci sono sempre i soliti drogati. Sono tutti cinturati però, ecco perché il giochetto vocale attorno a You Talk nel classico rhythm’n’blues è stucchevole,il saliscendi di Unstookie Titled automatico, il jazzino There She Goes un divertissement per prender fiato.

Neanche il Doherty 2.0 è però un manichino, qualcosa la dice e non è tanto il brano Side Of the Road (un trasch punk sguaiato e goliardico ripescato da una vecchia session assieme a Barat) quanto un dolce anthem, Baddies Boogie, a regalarci qualcosa assieme alla valida Deft Left Hand (funk svagato dal sapore cabarettistico) e Lost Art Of Murder (una ballad con l’idolo folk inglese Bert Jansch),il finale ideale tra autobiografismi e squarci di vita bruciata.

Sono gli episodi migliori di una band che punta ad allargare l’audience (la rock ballad canonica Unbilo Titled). A farsi un futuro (le classiche maniere rock di French Dog Blues). Del resto una rockstar non prende Stephen Street a caso e Glastonbury ce l’ha rivelato: per Pete è l’ora d’iniziare una carriera, una fortuna per la sua salute e una bad news per chi amava l’Albione che brucia.

1 ottobre 2007