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    20
    2016

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Matador

Probabilmente, se vi trovaste a una festa completamente alienati dai vostri simili, captare nell’aria l’ironica malinconia di Vincent potrebbe rivelarsi un amico immaginario a cui aggrapparsi. Fondamentalmente Will Toledo gioca con la nostalgia per gli anni Novanta, rigirandola come una cartolina sbiadita da cui far emergere l’indolenza dei Pavement (Cosmic Hero), l’innocenza di Daniel Johnston (Drunk Drivers/Killer Whaves), l’ennui di Julian Casablancas (Unforgiving Girl), l’indie rock dei Killers (Fill in the Blank) e il punk pop dei Weezer.

Era ancora adolescente quando pubblicò nel 2010 i suoi primi quattro album su Bandcamp, e ne ha dovuti far uscire altri sei prima che Matador gli facesse firmare un contratto per pubblicare prima Teens of Style e, oggi, questo album d’inediti: il primo a essere completamente registrato in un vero studio e con il supporto di una band (Steve Fisk si è occupato della produzione). Teens of Denial è un vero e proprio racconto di formazione – insieme a tutto il progetto CSH – che ha come protagonista Toledo o, per meglio dire, Joe, alter ego in una sorta di mini plot sullo sfondo delle dodici tracce. Non tanto un concept album, quanto piuttosto un pattern dove l’autore è libero di scrollarsi di dosso il cinismo della tarda adolescenza per costruirsi un’identità, un involucro, che lo protegga dall’età adulta. La logora malinconia celata da una mente lucida e da versi di caustica ironia, è figlia del disincanto di Seattle, dell’indolenza slacker e del rigore armonico dei Built to Spill. È una lettera aperta fatta di epifanie, momenti di crescita e di negazione di fronte a una transizione dolorosa quanto necessaria. Toledo è il ragazzo che vi aspetta dall’altra parte della strada a fine serata, quello con cui camminare fino al mattino per trovare una catarsi che non arriverà neanche con Destroyed by Hippie Powers o la rassegnata The Ballad of Costa Concordia.

Alla fine non è difficile immaginare Will Toledo come un bambino che, seduto nel sedile posteriore della macchina (dove ha registrato più volte le tracce vocali per i suoi numerosi album), macina chilometri di strada assorbendo la tristezza urbana e, impaziente di condividerla con gli altri esseri umani, continua a chiedere ai genitori quando si arriverà a destinazione. Ma con Teens of Denial si può dire che ormai ci siamo.

19 maggio 2016
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