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Che cos’è l’amore? Charlie Kaufman prova a spiegarlo alla sua maniera e in un film tanto toccante quanto, come di consueto, studiato nel dettaglio per avere tutto esattamente fuori posto. Dotato della brillantezza che da sempre contraddistingue il suo stile di scrittura, con l’inserimento naturale di tutti i temi affrontati nel corso di una straordinaria carriera (dal nonsense spaziale di Essere John Malkovich alle disfunzioni autoriali de Il ladro di orchidee, dall’irrazionalità dominante di Se mi lasci ti cancello alla sontuosità intellettuale di Synecdoche, New York). Con l’aiuto in regia di Duke Johnson, Kaufman assembla un’altra storia di solitudini che s’incontrano e per un fugace ma essenziale momento si perdono nella vastità di un sentimento sincero. Il primo tentativo del regista con l’animazione in stop-motion sembra catapultarlo in un mondo creato ad hoc per la sua sensibilità, senza dubbio unica nel panorama cinematografico americano e internazionale.

Michael Stone è un famoso autore motivazionale giunto a Cincinnati per una conferenza di lavoro. Chiuso nella sua camera d’albergo comincia a fare il quadro della sua vita: la solitudine lo sta inghiottendo, non sopporta la moglie, il figlio, né chiunque gli stia intorno. Cerca di recuperare i rapporti con una vecchia fiamma, ma fallisce inesorabilmente. Quella sera, però, incontrerà Lisa…

Come molti grandi pensatori contemporanei hanno sperimentato, sono le ossessioni che definiscono ciò che siamo, e quelle di Kaufman riescono nel difficilissimo compito di risultare ai nostri occhi tanto terribili e angoscianti, quanto toccanti e pregne di un sentimento così spontaneo da innescare immediatamente una reazione, una risposta sincera negli occhi e nel cuore anche dello spettatore più disilluso. Non si dubita neanche per un solo istante che quelle stesse vicende rappresentate sullo schermo siano accadute nella vita privata dell’autore. Le corde toccate dal piccolo gioiellino che risponde allo schizofrenico (e poetico) nome di Anomalisa sono molteplici, così come è stratificato il messaggio del suo autore. Si faccia attenzione: non complicato, mastratificato; per ogni tesi proposta, la soluzione non può essere univoca e gli strati in cui l’opera è suddivisa sono palesi fin dall’inizio. Tuttavia, lo spettatore sarà costretto ad affrontare una scelta: il piano narrativo che si andrà a preferire all’altro dipenderà esclusivamente dalla sensibilità di chi osserva.

Che cos’è l’amore? È una ricerca infinita e assurda di qualcosa che non esiste, che ci costringe all’interno di costrutti sociali definiti e morbosamente ripetitivi, che ci spoglia della nostra umanità fino a farci sembrare delle marionette alla disperata ricerca di un attimo di felicità, anch’essa fittizia. Oppure, l’amore è l’unico momento della nostra vita lucidamente irrazionale: può portarci alla consapevolezza della nostra distruzione o elevarci a una condizione unica, paradisiaca e momentaneamente soddisfacente, almeno fino all’arrivo funambolico di tutte le idiosincrasie che da sempre dominano la nostra esistenza. Tuttavia, potrebbe esistere per qualcuno una spiegazione del tutto razionale, identificata con la diagnosi di una patologia che ci estranea dalla realtà alla disperata ricerca di una pausa dall’asfissiante nonsense dell’esistenza umana. In ognuno dei casi, la vita del povero Michael Stone potrebbe sbriciolarsi in un solo istante. La sua mente è in fuga perenne da se stessa, ma mantiene ancora una parvenza di speranza che ne impedisce l’autodistruzione.

Kafkiano nella sua costruzione precisa e insieme distorta, che alterna momenti di sincera poesia ad altri che rimandano al mondo grottesco dell’incubo, Anomalisa è una summa della poetica di Charlie Kaufman, un autore che si erge a simbolo di un’umanità disperata e completamente sola. Siamo soli, è la triste verità. Così nasciamo, cresciamo e moriamo. Non è una colpa, tuttavia, cercare in maniera ossessivo-compulsiva una soluzione a un problema insolubile. Forse è una patologia, ma una di cui siamo disposti a tollerare l’esistenza, se essa ci permette di trovare anche un solo momento di (fittizia) felicità nella nostra vita. Vale la pena lottare per quell’unico momento, immolarsi e sacrificare tutto e tutti. In fondo, essere gentili nella vita non è un così grande sacrificio.

Presentato con successo alla scorsa Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Anomalisa è diventato il primo film prodotto con il contributo dei fan (tramite crowdfunding) ad aggiudicarsi un premio ufficiale (il Gran premio della giuria). Il film si è anche guadagnato una nomination all’Oscar come miglior film d’animazione. Un peccato, infine, che non abbiano ricevuto le stesse attenzioni la straordinaria caratterizzazione di David Thewlis (doppiatore originale del protagonista) e le musiche di Carter Burwell. Nelle sale italiane approderà il prossimo 25 febbraio.

22 febbraio 2016
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