• giu
    01
    2012

Album

Northern Spy Records

È il jazz psichedelico alien(at)o dell’ingombrante opener Winds And Sweeping Pines a segnare tutto il rientro in pista targato Chicago Underground Duo. Un mantra ancestrale, una preghiera cosmica, una fuga verso un tempo prima di ogni tempo contrappuntato da messaggi lanciati nel vuoto dello spazio profondo da entità pre-umane. Un lungo incedere claudicante a base di “electronics” che si piega su se stesso nell’impro radicale e dark della seconda parte per poi tornare sui propri passi e ristabilire legami e intrecci col jazz (in)formale, ci mostra il gioco preferito da Mazurek e Taylor. Quello cioè di sparigliare le carte a proprio piacimento, rimanendo però sempre all’interno del recinto di base autoimpostosi, soprattutto nella dimensione di coppia.

Una ricerca rigorosa tra groove, impro, attitudine free e sperimentazione a tutto tondo che sfiora lande evanescenti e diradate, in modalità elettroacustica su cui si erge la cornetta di Mazurek (ascoltare il lungo droning che fa da scheletro a It’s Alright per capirsi) mentre più consona a zone jazz è Castle In Your Heart, con la mbira di Taylor a tirare le fila dell’architettura del pezzo più malinconico del lotto e vergato su un traditional dello Zimbabwe. Dimostrazione di apertura e contaminazione, azione che si fa movimento e trasuda comprensione di un linguaggio unico e uniformante, nonostante le diverse applicazioni possibili.

A chiudere il tutto la danza meccanica del brano che da il titolo all’album, anch’essa contaminata da più linguaggi: esplosioni di colori free su un tappeto ritmico cangiante tra cicli ritmici. Vera e propria epifania e degna conclusione di un lavoro perfetto messo su da un duo avventuroso e preparato come ce n’è pochi al mondo.
 

5 agosto 2012
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