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  • feb
    01
    2007

Album

Matteite

Dejligt – lemma danese per "carino" – è il combo allestito da Matteo Dainese ed Enrico Molteni, il primo già batterista negli Ulan Bator e il secondo bassista nei Tre Allegri Ragazzi Morti. Data la natura girovaga dei due, non deve stupire che il progetto abbia dato i primi segni di coagulazione a Copenaghen, dove le ideuzze indie pop hanno iniziato a vedere la luce in veste frugale, per poi arricchirsi di cromatismi elettrici e perturbazioni digitali. Il risultato sono questi dieci quadretti energetici e capricciosi, rigurgiti wave-funk al crocicchio tra la fosca impertinenza dei dEUS e le asettiche palpitazioni Notwist (vedi soprattutto Behind The Curtain e la dolciastra Blue Station), ma anche globose fioriture psych dal passo algido (la collisione Yuppie Flu-Human League di Never Go Back) e certe angosce eighties da scomodare loro maestà i Wire (le cupe vibrazioni di My Favorite Supervisor).

L’asciuttezza complessiva viene strattonata ora dai cromatismi tattili della farfisa, ora da un percussionismo tribale, ora da chincaglierie sintetiche, ora dalla densità angolosa del basso e ora dalla chitarrina liquida, per un impasto volatile e ondivago sempre pungolato dalla vena asprigna del canto. La cosa funziona fintanto che stai al gioco e non avverti il bisogno di maggiore peso specifico, ma il punto è proprio questa leggerezza che i Dejligt ti chiedono, per restituirtela con qualche ombra febbrile in sovrappiù. Uno scambio vantaggioso, direi.

1 febbraio 2007
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