• ott
    14
    1974

Classic

Spring Records

L’articolo principale del numero del 19 ottobre 1974 di Billboard  segnalava che un crescente numero di negozi di dischi dell’area newyorkese stava trovando una nuova rilevante fonte di incassi dalla vendita di “discotheque records”, con alcuni retailer che cominciavano giĂ  a riservare sezioni specifiche ai “disco disks”, successi nati nei club ancora prima di qualsiasi passaggio in radio. A pagina 55 dello stesso numero un annuncio pubblicitario presentava sei nuove release autunnali Spring/Event Records, tra cui “an all-star album of non-stop dancing called Disco Par-r-rty”: è il lancio del primo disco-mix.

Nel numero successivo (26 ottobre) Billboard approfondiva in prima pagina la strategia di marketing dietro questo primo album “non-stop”, pensato per contrastare la tendenza, ai tempi giĂ  in atto, di utilizzare i “disco tapes”, registrazioni illegali su nastro delle serate delle discoteche piĂš in voga, per la sonorizzazione in-store di boutiques di abbigliamento, negozi di scarpe, cartolerie, ecc.  Le intenzioni dichiarate della Spring Records, label associata al gruppo PolyGram, erano quelle di creare “un classico”, l’album dance “definitivo”, selezionando 14 hit datate 1970-1973. Pur non presentando brani recenti, l’album coglie il nuovo spirito dei tempi, quando ancora il termine Disco non identificava uno stile ben definito ma raggruppava tautologicamente le canzoni R&B, soul, funk suonate nelle discoteche. Gli artisti presenti fanno soprattutto parte del gruppo PolyGram, con James Brown (qui con Sex Machine) e il suo entourage (Maceo Parker, Fred Wesley, Hank Ballard e Lyn Collins, quest’ultima chiamata ad aprire le danze con la poi supercampionata Think), i Mandrill e i migliori esponenti delle label Spring e Event (Joe Simon, Millie Jackson, Act 1). Sono compresi due successi come la sexy Jungle Fever (dei Chakachas, Latin soul band dal Belgio), che nel 1972 aveva anticipato di tre anni i gemiti donnasummeriani di Love To Love You Baby, e Pepper Box, uno dei primi synth hit (sulla falsariga di Popcorn e Apache). Chiudono l’album due “lenti” d’atmosfera: Why Can’t We Live Together di Timmy Thomas (dall’arrangiamento minimale drum machine + organo) e I’m Gonna Love You Just A Little Bit More di Barry White, dominatore delle chart del momento.

Ascoltandolo quarant’anni dopo, l’edit senza pause del disco suona spesso secco e rudimentale, con pochissimi e brevi crossfades e tanti stacchi spesso brutali, inseguendo un beat-mix ai tempi tecnicamente arduo: il risultato complessivo, soprattutto per la selezione di canzoni presenti, rimane comunque trascinante. Non è chiaro peraltro se il responsabile del mix vada identificato nell’altrimenti sconosciuto Lenny Silva, nominato nei credits come “compilatore” dell’album (mentre Alan Varner, indicato come “remix engineer”, raggiunto via e-mail, non ricorda di aver avuto una parte attiva nella produzione).

Sempre nel numero del 26 ottobre 1974 Billboard comincerà a pubblicare classifiche Disco: al primo posto c’è la versione di Never Can Say Goodbye di Gloria Gaynor. Can’t Get Enough di Barry White è al Top tra gli album. Tra i singoli Do It (‘Til You’re Satisfied) dei B.T. Express sale dal 24° al 18° posto (per arrivare al 2° qualche settimana dopo). Nello stesso periodo la stazione radio newyorkese WPIX comincia a trasmettere il sabato sera il primo programma dedicato “Disco 102”. Ottobre 1974: non più underground, la Febbre esce allo scoperto.

14 ottobre 2014
Leggi tutto
Precedente
Cooly G – Wait Til’ Night Cooly G – Wait Til’ Night
Successivo
Swans @ Alcatraz, Milano, live report, 2014

album

Disco Par-r-r-ty – Non Stop Music

recensione

artista

artista

Altre notizie suggerite