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  • mag
    01
    2008

Album

Constellation Records

Eric Chenaux bisogna prenderlo in considerazione sempre come se
fosse in coppia con Sandro Perri e come quest’ultimo se ne è uscito con
un disco di folk anni ’60 leggero e gradevole, così ecco Chenaux che
vuole farlo anche lui. Sloppy Ground quindi fa il paio con Tiny Mirrorse il risultato è manco a dirlo… leggero e gradevole. Anche abbastanza
ardito se paragonato con il primo disco. Si veda subito l’apertura free
di Am I Lovely e quella tiritera giocosa costruita con il wah wah e la fisarmonica di Love Don’t Change.
Insomma, Chenaux si fa rivedere sotto il segno di una sostenibilissima
leggerezza dell’essere per parlare di amore come il più navigato dei
trovatori folk di quei “meravigliosi anni sessanta”. Il tono della voce
continua a farlo assomigliare a Richard Youngs, e gli episodi che solleticano l’immaginario scozzese aiutano a pensarla così, si vedano soprattutto Have I Lost My Eyes, Boon Harp e Old Peculiar.
Il difetto di un disco così è che tolta tutta la patina buonista ci
rimane davvero poco o forse sono solo io che di solito parteggio per i
cattivi.

Di certo l’aspetto strumentale è
notevolmente migliorato rispetto all’esordio e i brani trovano la loro
ragion d’essere in modo sciolto e naturale. Spesso si tratta anche
grandi brani. Insomma, è sullo stesso livello del disco di Perri, forse
anche leggermente migliore, onde per cui:

16 giugno 2008
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