• giu
    01
    2010

Album

Siltbreeze Records

Cinque tracce untitled per una mezzora abbondante di reiterato, ossessivo e circolare free-rock. Così si presenta il ritorno dell’accoppiata australiana Nisa Venerosa (batteria/voce) e Jarrod Zlatic (voce/tastiere) dopo l’eponimo esordio di un paio di anni fa: mettendo sul piatto il portato lisergico del kraut-rock più intenso (Can e Neu! su tutti) così come la devastante prova di forza che fu Sheets Of Easter degli Oneida.

Un solo giro di organo su base percussiva si protrae per gli oltre 12 minuti dell’opener creando sfilacciamenti nella percezione dell’ascoltatore. Quando ormai la trance sembra prendere il sopravvento, ecco la voce di Nisa: mantrica e perversa come una Nico sciamanica, non spezza l’incanto, ma stende definitivamente al tappeto. Nello stesso modo, la traccia conclusiva – altri abbondanti undici minuti – si snoda come un raga ossianico, maligno, parossistico proprio alla maniera dei citati Oneida, intenti però a rielaborare il drone-rock della Vibracathedral Orchestra.

Robotici come i Suicide e minimali come discepoli anti-accademici e sfrontati di Terry Riley, i due dimostrano di saper giostrare col free-rock anche nei restanti 3 pezzi, dal minutaggio più umano: paranoici sing-a-long e ipnotiche influenze velvetiane, esoterici richiami orientali e trance strumentale si alternano senza soluzione di continuità, dando la misura di un disco-bomba. Spiritualmente pagano, musicalmente trascendentale.

7 novembre 2010