• mag
    05
    2017

Album

Bureau-b

È paradossale che proprio i Faust si siano tracciati un destino che prevede un’arena di ascoltatori che li segue per familiarità. Per odore domestico. Il paradosso emerge ovviamente quando il pensiero va all’inizio della loro storia, che ha scavato canyon nei confronti di tutto il resto del mondo (musicale) di quegli anni. E non solo.

Fresh Air non è tanto acqua fresca ma una bibita di cui godiamo ad ampie sorsate. Zuccherina e acida. Per certi versi i Faust ci sono perché fanno questo. Sono figli della comunità hippie che erano e a cui ci hanno fatto desiderare di partecipare. Oggi, anzi, ne sono ancora manifestazione, continuano a pronunciarsi con una koiné krauta inconfondibile (in questo caso anche con uno spiccato accento wave), a volte ancora ancestrale, altre memore e niente di più dei tempi che furono, pur preservando quella presenza animale che fa venire sempre voglia di vederli dal vivo: per godere dello spettacolo del minuto Peron e del gigante Zappi, in Fresh Air a braccetto con l’approccio vaudeville della “favolosa Barbara Manning”, degli “overdub di Jürgen Engler”, di “Ysanne Spevack come spledida wavemaker con la viola”.

Fresh Air esordisce con un crescendo di diciassette minuti e mezzo che sembra figlio di quel mondo di musica ambientale cosmica che negli anni settanta mieteva capolavori tanto in Germania quanto in Italia – e che negli ultimi anni ha prodotto cataloghi interi di ristampe imperdibili. Il resto dell’album vive invece un’atmosfera più wave-patafisica alla Pere Ubu (Lights Flicker, ma anche in La poulie, dove il synth sembra una mimesi dell’EML 200 di Ravenstine), per non parlare degli album del solo David Thomas (Chlorophyl). Tutto sommato riesce meglio ai due riprendersi il proprio terreno, tenersi il decennio precedente e il successivo. Sembra cioè che nell’album i Nostri cerchino una ricucitura con quei vent’anni in cui scomparirono del tutto dalle scene – che pure videro svilupparsi tanti loro derivati anche eccellenti. Tentativo riuscito solo in parte, ma quando la macchina semi-morbida funziona, è un piacere (Birds of Texas).

5 giugno 2017
Leggi tutto
Precedente
Singles Original Motion Picture Soundtrack – Deluxe Edition Singles Original Motion Picture Soundtrack – Deluxe Edition
Successivo
Pixx – The Age of Anxiety Pixx – The Age of Anxiety

album

artista

Altre notizie suggerite