• ott
    14
    2014

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Jagjaguwar

Di fronte ad album così complessi, siamo felici che, nonostante il nonsense, la band ci sia venuta in soccorso con una chiave di lettura: …And Star Power «inizia come un classico album dei Foxygen, a cui poi gradualmente si sostituisce una band chiamata Star Power. Vengono dallo spazio. Forse. Non lo so. È un concetto vago». Così viene dunque presentato il terzo album in studio dei Foxygen, band californiana che è passata ai clamori della cronaca per un disco, We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace And Magic, che ha spiazzato la critica per il suo essere pesantemente catchy e contemporaneamente schizzato di un art-pop lisergico; ma soprattutto per una condotta che, fra cancellazione di tour, autolesionismi vari (il leader Rado è solito sbattersi il microfono in testa e lanciarsi sull’attrezzatura da palco) e dichiarazioni e comportamenti ambigui, li ha definitivamente riallineati con i loro leader e padri spirituali psych-rock o glam-rock anni Settanta.

Dietro gli intenti di …And Star Power, infatti, si cela la solita sfilza di nomi spendibili appartenenti a l’age d’or del rock and roll: Bowie, The Rolling Stones, New York Dolls, Fleetwood Mac, Brian Jonestown Massacre, ma anche, con un po’ più di modestia e dovizia filologica, Of Montreal, Flaming Lips, White Fence e Bleached, con i quali, anzi, i Foxygen collaborano nel disco, oltre a creare un piccolo movimento new-glam. Ma non è solo negli intenti referenziali che il terzo album della band di LA si allinea con il gusto passatista, vagamente lo-fi e graffiato sul 33 giri, degli anni andati, ma anche perché …And Star Power è una sorta di opera rock, divisa in quattro parti (e due dischi) metodicamente intitolate secondo l’atmosfera che regna nei brani che le compongono.

Diciamo subito che il primo disco (le prime due parti) è la culla del sound Foxygen come avevamo imparato a conoscerlo. La prima parte, intitolata The Hits & Star Power Suite, è appunto la raccolta dei cinque migliori (o più accattivanti) brani del disco, seguiti dalle quattro parti di Star Power, un piccolo concept nel concept. Coulda Been My Love è un classic r&b in vago stile Burt Bacharach, con tanto di cori e contro cori che, in quanto a varietà, richiamano il secondo degli MGMT; How Can You Really, in pieno stile Dylan o Crosby Stills & Nash, se volete, con gli accordi di piano suonati percussivamente, è un gran singolo di traino; Star Power III: What Are We Good For è, invece, il fulcro glam del disco, di quel glam filtrato Lou Reed con così tanta dovizia di particolari che quasi impressiona.

The Paranoid Side è, come recita il titolo, la sezione dedicata al malinconico psych schizzato, che rilegge in un songrwriting più creativo e colorato un misto fra i Suicide o gli Hüsker Dü (666) e le ultime esperienze di casa Temples (Mattress Warhouse). E nelle fake-ballads come Cannibal Holocaust o Flowers emerge un songwriting maturo ed equilibrato, non più fine al semplice ri-arrangiamento del classico, ma attento alle derivazioni più attuali e, soprattutto, a lasciare il giusto spazio alla composizione armonica e strumentale.

Poi parte il secondo disco, con la sezione denominata Scream: A Journey Through Hell e, come da titolo, il gioco si fa duro. Cold Winter/Freedom è un muro rumoristico di minuti 6 e secondi 14 che sembra essere un giocattolo rotto, in rotta di collisione con gli inferi; Brooklyn Police Station in superficie sembra mantenere l’approccio melodico alla The Who dei primordi, ma sotto la patina giocherellona e spensierata, nasconde un disordine di fondo, che è lo stesso di Freedom II e di tutta la sezione Hang On To Love e che è, allo stesso tempo, il miglior pregio e il peggior difetto di …And Star Power.

I Foxygen, così disarmonici e allo stesso tempo così particolareggiati, sembrano essere caduti nello stesso difetto che rese We Are The 21st Century Ambassadors un disco incompleto: sono sempre al limite del karaoke classic rock, della citazione fine a se stessa, anche laddove c’è più creatività e intraprendenza. Questo, ad ogni modo, non può bastare a definire …And Star Power un disco non riuscito. Certo, la sua incompletezza è, come spesso accade quando si parla di Foxygen, il valore aggiunto, e l’insieme delle parti, alla fine dei conti, non può che premiare l’esperimento, in attesa di qualcosa dai contorni più definiti e identitari che è lecito aspettarsi.

20 ottobre 2014
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Foxygen

We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace And Magic

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