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    20
    2017

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Jagjaguwar

Ci sono gruppi destinati a dividere, a far discutere, condannati ad un eterno feedback di odio/amore che all’occorrenza torna anche utile: serve a far gioco, ad aumentare l’hype, insomma il solito “purché se ne parli”. Il caso dei Foxygen è uno di quelli più eclatanti: dopo l’attenzione suscitata da Take The Kids Off Broadway e l’affermazione con We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic, il patchwork di soft rock, glam e psichedelia in costante equilibrio tra tributo, gioco, ironia, disfunzioni ed esercizio di stile della band ha conosciuto con …And Star Power la sua forma di espressione più riuscita, ricca, complessa, e al tempo stesso controversa sotto tanti aspetti (durata, concept diviso per temi, una produzione a tratti sovrabbondante).

Con Hang il duo californiano torna a realizzare un disco “normale”, casomai si possa utilizzare questo termine con Jonathan Rado e Sam France. Ad accompagnarli stavolta un’orchestra sinfonica composta da oltre 40 elementi diretta da Trey Pollard, che si è occupato anche degli arrangiamenti insieme a Matthew E. White. Oltre al solito immaginario glam anni ’70, il principale contribuito in termini di novità per questo nuovo capitolo arriva soprattutto dai riferimenti al pop più festoso e barocco di quello stesso periodo, tra melodie easy listening, ritmiche jazz e pianoforti swing, con Billy Joel ed Elton John in prima fila.

Nonostante il supporto di Lemon Twigs e di Steven Drozd dei Flaming Lips, il risultato complessivo suona stavolta molto meno eclatante e convincente. L’esercizio di stile sembra rivolgersi sempre più spesso verso sé stesso, in un vortice di autoreferenzialità che pur suonando benissimo con tanta autoironia (Mrs. Adams) e la solita eccellente orchestrazione audace e imponente (America), soffre in immediatezza e incisività. La mistura di cori, il cantato di France tenuto maggiormente a freno, un canovaccio pre-impostato entro cui risulta più difficile muoversi, legano i suoni del gruppo a un immaginario ben chiaro (Broadway, le stelle di Hollywood), ma anche un po’ troppo circoscritto e, alla lunga, limitante. Così, se a un primo ascolto Hang può incuriosire e divertire, dal secondo si avverte già molto meno entusiasmo e quel che rimane è la voglia di rimettere sul piatto i riferimenti originali.

20 gennaio 2017
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Foxygen

We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace And Magic

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